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I giovani in Avis? Il passaparola vince ancora sui social
23.10.2018

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Il primo forum provinciale giovani di Avis Bergamo è stato un’importante occasione per lavorare e riflettere sui dati di una ricerca che ha coinvolto oltre 10.500 persone.

Nell’associazione, infatti, il 30% dei donatori appartiene alla fascia giovanile e al suo interno ha una consistente tendenza (23%) ad assumere cariche direttive. Gli interventi di apertura dell’iniziativa hanno dato parola a Silvia Ghilardi, referente Avis Giovani, a Oscar Bianchi, presidente Avis Lombardia, e alla professoressa Maria Paola Mostarda (docente di pedagogia della comunicazione alla Cattolica di Brescia) che con Mirella Francioni di Avis Giovani e la donatrice Anna Luisa Di Napoli ha coordinato l’indagine esplorativa “I giovani in Avis”.

Uno dei primi aspetti evidenziati dal lavoro è che non deve essere dato per scontato il fatto che i social possano attrarre i ragazzi, poiché “connessione non fa rima con partecipazione”: la principale strategia di crescita di Avis rimane il passaparola (38%), seguito dagli eventi (33%) e solo in ultimo dai social (29%). Punto di criticità è anche il tema della cooperazione con altre associazioni, dove è avvertito il rischio di perdere qualcosa della propria identità; anche se alla domanda “che cos’altro si potrebbe fare?”, il 42% risponde eventi diversi in comune con altre associazioni, mentre il 17% indica il contatto personale e il 25% afferma di non sapere come agire. Elemento di forza è valutato il rapporto tra avisini junior e senior, che permette di avere legami senza snaturare nessuno. La collaborazione tra giovani e realtà comunali senior esiste nel 100% dei casi e nell’ 80-90% dei casi risulta essere positiva.

Tra le critiche mosse dai giovani vi è quella che spesso gli eventi organizzati hanno risalto solo internamente ai comuni o agli stessi soci, senza essere estesi anche a realtà vicine.

Tra gli aspetti promossi del gruppo giovani vi è il ‘fare gruppo’ (42%), l’attribuzione di responsabilità e impegni (25%) e la leadership (12%).

Le criticità arrivano dalla difficoltà a mantenerlo in vita. Spesso non si è in grado di accettare ed apprezzare la disponibilità di tutti i volontari, specialmente di quelli più occasionali, così come la diversità culturale degli aderenti, in una realtà sociale ed etnica in continua evoluzione.

Presentati i risultati dell’indagine, il pomeriggio del forum è proseguito con 4 tavoli tematici, gestiti con il CSV Bergamo, nei quali i partecipanti sono stati suddivisi: “Come costruire azioni promozionali efficaci”, “I giovani e l’Avis”, “Gruppo Giovani Provinciale e Gruppi Giovani locali: quali collaborazioni?”, “Perché è importante avere un Gruppo Giovani?”.

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