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Proemio Samaritano, ecco i finalisti. Lunedì 3 dicembre il vincitore
30.11.2018

Samaritano 2018: i cinque finalisti del proemio nazionale AVIS

 

 

Sono cinque, di cinque regioni diverse, i finalisti del “Samaritano 2018”, il proemio nazionale istituito dall’Avis per “dar voce alle buone azioni”.
Maria Amodeo dalla Calabria, Jacopo Melio dalla Toscana, Nello Gattoni dalle Marche, Adriano Dal Col dal Piemonte e gli studenti del Liceo G. Galilei di Dolo dal Veneto, saliranno sul palco del Teatro Cinema Italia di Dolo (Ve) lunedì 3 dicembre, in mattinata, per la fase finale della manifestazione dedicata alla bontà.
A cadenza biennale, l’iniziativa si svolge dal 1996 nella Riviera del Brenta (dov’è nato grazie all’Avis locale) per rendere omaggio a coloro che hanno compiuto o compiono gesti di solidarietà in silenzio, senza clamori. Non un premio fisico, ma un riconoscimento morale (da cui il nome proemio) per evidenziare la valenza dello spirito di donazione, del donarsi a chi ha bisogno in tutti i suoi aspetti.
Due le commissioni che hanno scelto i finalisti: la prima composta da dirigenti a vari livelli di Avis e la seconda da trenta studenti delle scuole superiori della Riviera. A quest’ultima è stato affidato il compito di scegliere il Samaritano 2018, che sarà reso noto durante la cerimonia. Tre le tre menzioni speciali di quest’anno: al ragazzo afgano Mohammad Akbari, al trevigiano Giuseppe Nasato (alla memoria) e agli studenti dell’Istituto superiore Polo 3 “Olivetti” di Fano (PU).
Attesissimo l’ospite d’onore della cerimonia: il dott. Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, in prima linea nel soccorso dei disperati del mare e autore dei libri “Lacrime di sale. La mia storia quotidiana di medico di Lampedusa fra dolore e speranza” e “Le stelle di Lampedusa. La storia di Anila e di altri bambini che cercano il loro futuro fra noi”, editi da Mondadori.

 

 

L’ospite: Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa

 

62 anni, laureato all’Università di Catania e specializzato in ginecologia, Pietro Bartolo è stato nominato nel 1988 responsabile del gabinetto medico dell’Aeronautica militare a Lampedusa e nel 1991 ufficiale sanitario delle isole Pelagie. Nel 1993 diviene responsabile del presidio sanitario e del poliambulatorio di Lampedusa dell’ASP di Palermo.
Consigliere comunale fino al 2007, è stato vice sindaco e assessore alla sanità del comune di Lampedusa e Linosa dal 1988 al 1993. Dal 1992 si occupa delle prime visite a tutti i migranti che sbarcano a Lampedusa e di coloro che soggiornano nel centro di accoglienza.
È stato in prima fila nei soccorsi ai sopravvissuti della strage del 3 ottobre 2013, un peschereccio di migranti prese fuoco davanti all’isola dei Conigli causando 368 vittime.

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