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Riunione EBA Bruxelles: alcune voci dei protagonisti
25.01.2019

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Quale Europa davanti a una domanda di plasma che cresce?

 

Tra gli interventi più significativi dell’incontro Eba del 22 gennaio, riprendiamo alcuni passaggi di Francoise Grossetete, l’eurodeputata francese organizzatrice, e di Philippe Vandekerchove, presidente Eba.

Francoise Grossetete

“Con la remunerazione del dono del sangue e del plasma io credo che intraprenderemmo una strada pericolosa e controproducente. Il dono deve essere considerato in un’ottica di sanità e salute pubblica e non di mercato. La donazione di sangue non può diventare un’attività economica, con le conseguenze che ciò potrebbe avere sulle persone più vulnerabili, che potrebbero arrivare a donare più volte e a mentire nei questionari anamnestici, con i rischi conseguenti per il plasma raccolto e per i riceventi.

Si tratta di una questione etica, sulla quale l’Europa – forte della sua tradizione umanista – non può transigere. Certo, noi dobbiamo migliorare il nostro modello, in particolare in tema di produzione di plasma, ma dobbiamo prediligere una visione qualitativa di lungo periodo a una visione quantitativa di corto raggio”.

Philippe Vandekerckhove

“L’Unione Europea ha certamente compiuto progressi significativi nella produzione di sangue ed emocomponenti e nella qualità degli stessi, grazie anche alle sue direttive. Dall’altro lato, però, un pronunciamento della Corte di giustizia europea considera il sangue con un approccio di mercato comunitario, alla stregua- e questo molti non lo capiscono – di tavoli e sedie. L’apertura del mercato a Paesi dove il plasma si paga, ad esempio, ha fatto sì che in stati come il mio Belgio, abbiamo diminuito la base di donatori perché era disponibile plasma a prezzi inferiori dagli Stati Uniti.

Oggi, la domanda di plasma nel mondo cresce ovunque, e noi abbiamo un problema.

Certo, noi dobbiamo incrementare la raccolta di plasma, ma non possiamo pensare che ciò avvenga pagando i donatori o con l’import dagli Stati Uniti. La scelta tra pagare e non pagare è una scelta politica, non è un fatto inevitabile, e dobbiamo creare il contesto regolamentare e legislativo perché ciò avvenga”.

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