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Consulta giovani: un week-end di formazione e memoria
01.02.2019

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Voce tremante, mani sudate, gola secca. Alcune ricerche affermano che la paura di parlare in pubblico è seconda solo alla paura della morte. Tuttavia, saper trasmettere informazioni e arrivare al cuore degli interlocutori sono qualità indispensabili sia in campo professionale sia nel terzo settore. Essere volontari significa anzitutto rappresentare la propria associazione davanti agli altri. E nel caso di Avis si tratta di imparare a comunicare efficacemente i valori associativi che da oltre 90 anni garantiscono che ogni giorno, in Italia, vengano raccolte un numero di sacche sufficienti per gli interventi in ospedale.

 

Poiché oratori si diventa e non si nasce, lo scorso fine settimana, la Consulta Giovani ha organizzato un corso intensivo di due giorni per imparare a parlare in pubblico. Così, una quarantina di giovani volontari provenienti da Regioni diverse si sono esercitati ad affrontare con serenità e tranquillità le occasioni in cui occorre parlare davanti agli altri, guidati passo a passo da due professionisti della comunicazione come Marco Matrone e Adele Saita.

La giornata del sabato si è aperta con i saluti del presidente nazionale Gianpietro Briola. A seguire, l’intervento di Matrone ha catturato fin da subito l’attenzione dei partecipanti fornendo tutta una serie di nozioni e tecniche concrete per superare l’agitazione e suscitare interesse in chi ascolta. Uno fra tutti il controllo della respirazione usando il diaframma.

Domenica mattina, i partecipanti si sono divisi in gruppi di lavoro guidati da Saita ed hanno lavorato a delle presentazioni multimediali aventi ad oggetto la promozione dell’associazione in contesti diversi. L’esito di questi lavori è stato restituito in plenaria al termine della giornata.

Una formazione learning by doing per i giovani under 30 di tutta Italia che ha certamente aggiunto un tassello in più a quella consapevolezza di poter e dover essere un’importante risorsa per l’associazione.

Durante l’evento formativo, inoltre, i giovani hanno voluto ricordare con una foto la Giornata della memoria. Un modo per riflettere su quanto sia importante costruire il futuro evitando la barbarie del passato.

 

 

Dennis Cova (Consulta Nazionale Giovani) 

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