Cerca la tua sede

Plasma ricco di piastrine: una risorsa per molte terapie
15.02.2019

Condividi su

Da qualche anno si sta diffondendo in diversi campi della medicina e della chirurgia l’utilizzo di un prodotto derivato dal sangue: il PRP. Questa sigla sta per Plasma Rich Platelets (Plasma Ricco di Piastrine).

 

Che cosa sono le piastrine? E perché sono importanti?

 

Le piastrine sono tra gli elementi maggiormente presenti nel nostro sangue. Esse presiedono ai meccanismi della coagulazione e del controllo del sanguinamento in caso di traumi o ferite. Normalmente questi processi sono supportati dalla produzione e dalla liberazione, da parte delle piastrine stesse, di alcuni fattori di crescita che stimolano la guarigione tissutale. Da qui il razionale nel cercare di ottenere un concentrato di piastrine, e quindi dei relativi fattori di crescita, da utilizzare in diversi campi della clinica. Queste sostanze infatti, oltre a funzionare da stimolo per la rigenerazione tissutale, sono anche responsabili del controllo dei processi infiammatori e sono in grado di reclutare e attivare altre cellule.

Il Plasma Ricco di Piastrine si utilizza durante alcuni interventi di chirurgia maxillo-facciale e negli studi odontoiatrici. Viene impiegato anche in alcuni casi di intervento di rialzo del seno mascellare. Esso si è rapidamente confermato come prodotto di interesse in molti altri campi della medicina.

Nuovi ambiti di impiego nella medicina contemporanea.

In ambito ortopedico i fattori di crescita delle piastrine vengono impiegati da tempo nelle patologie degenerative delle articolazioni del ginocchio, dell’anca, della caviglia e nel trattamento delle tendinopatie. Alcuni recenti studi infatti hanno dimostrato che il PRP permette di ottenere un effetto terapeutico migliore rispetto all’ utilizzo del classico acido ialuronico o alle infiltrazioni di cortisonici. Allo stesso modo negli sportivi in cui le strutture tendinee sono sempre sottoposte ad importanti sollecitazioni andando incontro a microtraumi, l’utilizzo del Plasma Ricco di Piastrine ha dimostrato di essere efficace nei processi di recupero.

In campo medico estetico invece il PRP si utilizza da solo o in associazione ad altri trattamenti nel contrastare l’invecchiamento cutaneo. Alcuni fattori di crescita infatti stimolano la produzione di collagene e acido ialuronico. Ciò garantisce una pelle fresca, tonica e idratata, senza alterare l’armonia del viso. Allo stesso modo si persegue lo stesso effetto anche su collo e mani. Recentemente inoltre si stanno studiando protocolli per il trattamento dell’alopecia (calvizie) o per il mantenimento degli impianti in seguito a trapianto dei bulbi piliferi.

In campo dermatologico sembra che l’applicazione di PRP nelle sedi di lesioni croniche quali le ulcere venose o quelle diabetiche permetta di ottenere una più rapida guarigione della ferita rispetto alle classiche medicazioni.

 

Nella pratica come viene prodotto il Plasma Ricco di Piastrine?

 

Dal punto di vista pratico il PRP si ottiene mediante una semplice lavorazione del sangue prelevato dal paziente. Questo poi sarà lo stesso sottoposto al trattamento. Si tratta in genere di una piccola quantità di sangue ottenuta con un classico prelievo venoso. Si inseriscono quindi le provette in una centrifuga per ottenere la stratificazione dei componenti del sangue e quindi la possibilità di prelevare solamente il PRP ottenendo un gel pronto da utilizzare.

Il fatto che il PRP derivi dalla lavorazione del sangue dello stesso paziente che poi sarà sottoposto al trattamento e l’utilizzo di circuiti chiusi e sterili permettono di avere altissimi livelli di sicurezza. Inoltre si evita il rischio di contrarre patologie trasmissibili con il sangue. Produrre il PRP, infine, è poco dispendioso.

 

Poche le controindicazioni ed effetti collaterali minimi.

 

Il trattamento con PRP è controindicato in pochissime condizioni. Nei soggetti con alterazioni della coagulazione del sangue, malattie infettive in fase acuta e neoplasie sistemiche come linfomi le leucemie. Gli effetti collaterali sono minimi e risiedono essenzialmente nel modo di somministrazione, che quasi sempre è iniettivo.

Considerando la facilità nell’ottenere il prodotto, l’elevata sicurezza e i buoni risultati presenti in letteratura in diversi campi di interesse medico, il PRP sembra essere una nuova promessa nelle terapie che prevedono la riparazione dei tessuti.
Attendiamo che vengano pubblicati i risultati di nuovi studi sul PRP ma possiamo già dire che il sangue sembra aver trovato una nuova declinazione.

 

A cura del dott. Claudio Bravin
Avis provinciale Brescia

Attendi