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Il valore della raccolta plasma in un convegno in Sicilia
28.02.2019

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Sabato 23 febbraio, Avis regionale Sicilia – con la collaborazione dell’Avis provinciale di Messina, dell’Avis Comunale di Falcone e con il sostegno del centro servizi di Messina – ha organizzato un importante convegno di carattere nazionale sul tema del plasma. Presenti anche il primo cittadino di Terme Vigliatore, Domenico Munafò, e l’ordine dei medici provinciale con il dott. Santi Inferrera.

“C’è sempre più bisogno di plasma da lavorare per produrre farmaci plasmaderivati in modo da curare le malattie del sangue. La strada non è tutta in salita – dice il presidente regionale Avis Sicilia Salvatore Mandarà – visto che il sistema di raccolta già nel 2018 è approdato quasi a 64.000 kg, vicinissimi all’autosufficienza.

 

“Conosciamo bene– ha dichiarato Dario Genovese, componente del comitato medico di AVIS Nazionale – gli interessi che ruotano intorno al plasma, ma non dobbiamo mai perdere di vista il paziente e la sua sicurezza”.
Il seminario organizzato ha affrontato temi quale la centralità del donatore (dott. Crisà primario del trasfusionale di Patti – Milazzo), la certificazione ed etichettatura -anche etica – del plasma raccolto con la sinergia pubblico-privato (dott.ssa Roberta Fedele responsabile della Medicina Trasfusionale del Papardo di Messina), e a seguire la lavorazione del plasma in conto terzi da parte della Kedrion.

 

Il dott. Raffaele Garzone e il dott. Andrea Massetani hanno rappresentato dati statistici sul plasma, non perdendo mai di vista il punto di forza del sistema, che rimane il controllo della qualità per averne in cambio i farmaci salva vita.

 

La continua ricerca di sinergie organizzative è stata invece al centro dell’intervento del Direttore Sanitario di Avis Sicilia Marcello Romano e del dott. Mario Lombardo “la legge 219 del 2005 rimane ancora oggi – ha detto Pasquale Colamartino, responsabile del Centro regionale sangue abruzzese e componente del Centro Nazionale Sangue – garante per l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità della raccolta di plasma, pratica rilevante per quanto riguarda l’autosufficienza in termini di plasmaderivati non solo in questa Isola ma anche in tutta Italia. La situazione nazionale registra tuttavia una estrema variabilità dei sistemi regionali: è chiaro che se la tendenza è quella della riduzione del plasma, i modelli organizzativi vanno rivisti e lo dobbiamo fare con sperimentazioni locali che possano diventare poi un cammino virtuoso a livello nazionale”.

 

“Dobbiamo difendere il nostro sistema e lavorare in sinergia – ha dichiarato nelle conclusioni il presidente nazionale Gianpietro Briola – per migliorare un modello italiano che ha una grandissima peculiarità: il plasma e sui derivati sono di proprietà pubblica. L’autosufficienza è un obiettivo a cui bisogna arrivare tutti insieme, con quelle sperimentazioni locali che, come evidenziava il dott. Colamartino, possano poi essere riprese in modo virtuoso a livello nazionale”.

 

L’incontro è stato seguito anche da un ampio dibattito con le associazioni presenti, sulla scia delle dichiarazioni di diversi relatori che hanno ricordato come la lavorazione in conto terzi sia un elemento fondamentale in Italia, unico e da salvaguardare.

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