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Ruanda, dal sangue versato del genocidio alla Giornata mondiale 2019
12.04.2019

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Nell’aprile del 1994, 25 anni fa, in Ruanda iniziava una guerra civile che avrebbe provocato circa un milione di morti.

L’odio etnico – in quello che la comunità internazionale avrebbe giustamente definito ‘genocidio’ – portò alla morte di centinaia di miglia di donne, uomini e bambini Tutsi o Hutu che non volevano prendere parte al massacro di chi solo poche settimane prima era il vicino di casa o di campo.

 

 

Nel difficile cammino di riconciliazione e ricostruzione del Paese, il 2019 rappresenta un anno sicuramente significativo. Anche la scelta di Kigali come città ospite della Giornata mondiale del donatore di sangue rappresenta per il Paese dell’Africa dei grandi laghi un bellissimo segnale di riscatto.

Non più sangue versato di persone innocente, ma sangue donato e vita che rifiorisce.

 

 

E’ la seconda volta nella storia che una Giornata mondiale è organizzata nel continente africano. L’ultima fu 15 anni fa, in Sudafrica.

L’organizzazione della giornata in Africa avrà l’obiettivo principale di sensibilizzare tutti i Paesi del continente per aumentare il numero di donatori volontari, che è ancora molto basso. Per raggiungere questo obiettivo la Società Africana di Medicina trasfusionale (SATS) ha chiesto a tutti gli Stati impegni precisi e dettagliati.

Sempre secondo la SATS, il Rwanda è con la Namibia lo Stato africano che garantisce la maggior qualità e sicurezza del processo trasfusionale.

 

 

Saranno tanti gli eventi che Kigali ospiterà, attorno allo slogan ‘Sangue sicuro per tutti’.

Attualmente, secondo i dati del Centro Nazionale per la trasfusione di sangue del Rwanda, sono circa 90.000 le unità di sangue trasfuse annualmente e il fabbisogno è coperto al 96%. I donatori sono al 100% volontari e non remunerati, grazie anche al fatto che a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso si sviluppò nel Paese il modello belga di donazione anonima e solidale. I punti di raccolta (fissi o mobili) sono oltre 500 e tutte le unità di sangue e plasma raccolte sono conferite agli stabilimenti pubblici di lavorazione.

Primissimo tra i Paesi africani, il Rwanda dispone anche di droni per il trasporto del sangue raccolto ai laboratori più vicini.

 

 

Il Ruanda in cifre

Superficie: 26.000 kmq

Popolazione: 11.000.000 abitanti (stime 2015)

Pil pro capite: 750 dollari

Speranza di vita: 60 anni

Medici per 1.000 abitanti: 0,06

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