Cerca la tua sede

Concluso progetto cooperazione in Centro America
24.05.2019

Condividi su

Dal 21 al 23 maggio si è svolto a Roma l’incontro conclusivo del progetto “Miglioramento della sicurezza e qualità trasfusionale in Bolivia, El Salvador e Guatemala”.

 

Promosso dall’IILA – Istituto Italo-Latino Americano e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il programma ha visto il coinvolgimento di AVIS, FIODS e CNS che hanno fornito supporto e formazione tecnico-scientifica.

 

Ai lavori dei giorni scorsi hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, e Alice Simonetti dell’Esecutivo nazionale nonché Segretario del Comitato Continentale europeo FIODS.

«Da sempre AVIS è impegnata nella promozione, non solo in Italia ma anche all’estero, del dono come gesto volontario, periodico, anonimo, non retribuito, associato e responsabile – ha sottolineato il Presidente Briola. Già nel lontano 1951 il nostro fondatore, Vittorio Formentano, espresse pubblicamente il desiderio di creare una federazione mondiale che riunisse tutte le organizzazioni di donatori volontari di sangue. Un sogno che, in soli quattro anni, divenne realtà con la nascita della FIODS. Da allora i progetti di cooperazione internazionale ai quali AVIS ha preso parte si sono susseguiti sempre con l’intento di favorire lo scambio di buone prassi tra le diverse associazioni, far conoscere le peculiarità e unicità del modello italiano e conseguentemente mettere a disposizione le nostre competenze e la nostra esperienza».

Proprio quest’ultimo aspetto ha caratterizzato il progetto dell’IILA in Centro America e in particolare nel Salvador, dove sono giunti 3 milioni di unità di fattore ottavo italiano in eccedenza per la cura degli emofilici. Sempre in questo Paese nel 2016 è nata ASDAS, Associazione di donatori volontari presieduta dal dott. Josè Roberto Guzmàn Berrios, intervenuto anche nel corso della nostra ultima Assemblea Generale di Riccione.

«Dall’inizio delle attività nel 2015 a oggi – ha precisato Alice Simonetti – il numero di donazioni volontarie nel Salvador è passato dal 5 al 35%. Un dato significativo che, sebbene dimostri come siano ancora troppo diffuse nel Paese le donazioni “dedicate”, cioè rivolte a parenti o cari, dall’altro lato è una testimonianza concreta del buon lavoro svolto in questi anni in campo istituzionale, sanitario e associativo. L’entusiasmo, la dedizione e la passione di tutti gli attori coinvolti (dai volontari al personale del Ministero della Salute e del sistema trasfusionale) sono un chiaro segno di come la cooperazione internazionale possa davvero fare la differenza nei Paesi in via di sviluppo. Per questo motivo e alla luce di questi risultati, AVIS continuerà ad individuare le possibili ulteriori aree di intervento, tanto in Europa quanto negli altri continenti, affinché la solidarietà e la cittadinanza attiva possano diventare sempre di più valori universali e condivisi da tutti i cittadini del mondo.

Un arrivederci, dunque, (e non un addio) che, anche sulla base degli esiti dell’incontro conclusivo di Roma, valuterà gli ulteriori aspetti su cui proseguire la collaborazione con gli Stati coinvolti: tra questi certamente anche il lavoro sui temi della promozione della donazione volontaria e gratuita nonché la cooperazione tecnica e operativa, con la cessione al Ministero della Salute del Salvador di altre unità di fattore ottavo italiano in eccedenza.

Attendi