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Donazione del plasma, perché è più indicata per le donne
07.06.2019

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Donazione del plasma, perché è più indicata per le donne

 

A cura della dr.ssa Chiara Tuccilli, Biologa Nutrizionista, Dottore di Ricerca in Scienze Endocrinologiche (in collaborazione pazienti.it)

 

 

Donatori di sangue – in primis donne – cosa sapete sul plasma?

Si tratta della parte liquida del sangue, riconoscibile per il suo colore giallo paglierino e composto per ben il 92% da acqua, per il 7% da proteine (ad esempio albumina, fibrinogeno, immunoglobuline e fattori per la coagulazione) e per l’1% da molecole organiche (ad esempio, glucosio e amminoacidi), ioni (sodio, potassio, cloro, calcio, ione bicarbonato), vitamine, ossigeno e anidride carbonica.

Il plasma è importantissimo, perché svolge diverse azioni utili a mantenere l’equilibrio dell’organismo e può essere utilizzato per la produzione di farmaci salvavita e trasfuso a scopo terapeutico in individui affetti da diverse patologie.

 

 

La domanda, dunque, sorge spontanea: donare il plasma è una buona idea? 

 

La risposta è sì! Basta, infatti, considerare le molteplici funzioni di questo liquido biologico:

 

  • scambio di molecole tra le cellule e il loro ambiente esterno: la natura liquida del plasma consente di veicolare sia le molecole che devono entrare nelle cellule sia quelle che fuoriescono dalle cellule, sia del sangue che dei vari tessuti e organi; il liquido che si trova a livello di organi e tessuti, in realtà, non è il plasma, ma è un liquido molto simile per composizione, chiamato liquido interstiziale, e tra i due fluidi vi è un costante scambio di molecole;
  • trasporto di sostanze: attraverso il plasma si trasportano sostanze con la funzione di “messaggeri” tra organi distanti, ad esempio gli ormoni, ma anche le sostanze nutritive, gli elettroliti e altre molecole, comprese quelle prodotte dal metabolismo cellulare;
  • trasporto di gas: ossigeno (la quantità di ossigeno trasportata dal plasma è limitata rispetto a quella trasportata dai globuli rossi) e anidride carbonica (sottoforma di ioni bicarbonato);
  • coagulazione e difesa contro agenti patogeni: grazie alla presenza dei fattori di coagulazione e delle immunoglobuline (cioè gli anticorpi);
  • mantenimento della pressione osmotica del sangue e del pH corretto: garantendo l’equilibrio dell’organismo.

 

La donazione del plasma si realizza attraverso il processo di plasmaferesi ed è destinata ad esempio a:

 

  • produrre farmaci salvavita (farmaci plasma-derivati) destinati a pazienti con deficit di una o più molecole specifiche del plasma, ad esempio i fattori VII e IX per trattare l’emofilia A e B (malattia che causa un’estrema fluidità del sangue e di conseguenza espone al rischio di emorragie);
  • trasfusioni per il trattamento di patologie su base autoimmune, ad esempio la miastenia gravis, la sindrome di Guillain-Barré e il lupus;
  • trasfusioni per trattare complicanze di alcuni tipi di tumore, ad esempio la sindrome da iperviscosità prodotta dal mieloma multiplo;
  • trasfusioni nei pazienti che hanno subito avvelenamento;
  • trasfusioni nei pazienti che hanno subito rapida perdita di liquidi e riduzione del volume di sangue circolante, ad esempio gli ustionati.

 

Che differenza c’è tra donazione del sangue e plasmaferesi?

 

Diversamente dalla donazione del sangue, durante la quale il sangue prelevato dal braccio finisce direttamente in una sacca, nella plasmaferesi si preleva il sangue intero, si separa la componente liquida e si restituisce la componente corpuscolare (o cellulare), durante la donazione stessa.

 

Il prelievo per la plasmaferesi viene effettuato attraverso una macchina e, poiché il procedimento è più elaborato, richiede un tempo maggiore rispetto alla donazione del sangue (da 30 a 50 minuti).

 

In ogni caso, per donare il sangue e il plasma è indispensabile aver compiuto 18 anni ed essere in buona forma fisica, oltre a essere in perfette condizioni di salute.

 

Perché per le donne è ideale la donazione del plasma?

 

Le donne possono donare il sangue ogni sei mesi, mentre per gli uomini l’intervallo tra una donazione e l’altra è minore ed è di soli tre mesi.

 

Questa differenza è resa necessaria dal ciclo mestruale e dall’evidenza che le donne sono maggiormente soggette a bassi livelli di emoglobina, condizione che non le rende donatrici ideali.

 

L’intervallo di tempo tra una donazione di plasma e l’altra, invece, è lo stesso per uomini e donne ed è di circa 15 giorni. Infatti, la plasmaferesi, al contrario della classica donazione, non incide sui globuli rossi e nemmeno sui livelli di ferro dell’organismo, proprio perché vengono rimessi in circolo nell’organismo subito dopo l’estrazione del plasma. Per questo motivo, le donne corrono meno rischi donando il plasma, donazione che non incide su fattori importantissimi quali i livelli di emoglobina e ferro.

 

Infine, si ricorda che la donazione del plasma ha effetti collaterali esigui, perché i liquidi persi vengono immediatamente reintegrati con una soluzione salina, evitando così i classici capogiri che invece si possono avere dopo una donazione di sangue intero.

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