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Se vuoi, puoi: la storia di Alessia Refolo
22.08.2019

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di Ottavio Cristofaro

 

 

 

Quante volte abbiamo sentito la frase “Se vuoi, puoi” e quante volte l’abbiamo pronunciata rivolgendoci a qualcuno a cui vogliamo bene. Alessia Refolo ne ha fatto il motto della sua vita, fino a diventare, campionessa di free climbing e sci nautico.

 

Quella frase è diventata il titolo del suo libro “Se vuoi, puoi – Una vita al di là del buio”, proprio quel buio che le ha permesso di non fermarsi mai, neppure di fronte alla sua cecità. Alessia oggi ha 29 anni ed è nata a Ivrea in provincia di Torino. A soli 18 mesi di vita è sopravvissuta a un neuroblastoma, un tumore nella zona addominale per la cui cura è stata necessaria l’assunzione di alcuni farmaci che le hanno salvato la vita, ma che purtroppo hanno ridotto in maniera importante la sua vista. Tutto questo fino a 5 anni fa, quando la luce si è spenta completamente, trasformando anche i piccoli sprazzi luce in buio assoluto e quando il nero è diventato il colore di tutte le cose. La sua vista se n’è andata, ma i suoi sogni sono rimasti con lei, senza mai lasciarsi rubare quel suo carattere solare, ottimista, e determinato che le ha permesso di diventare la donna che è oggi.

 

 

Alessia vive la sua vita con una normalità paragonata a quella di una ragazza normo-vedente. Tutto quello che può sembrare impossibile per lei non lo è affatto. In tutti questi anni ha dovuto solo adeguare le sue abitudini alla sua condizione, ma soprattutto è stata in grado di lasciarsi circondare di tante persone che le vogliono bene: la sua famiglia, i suoi amici e i suoi colleghi. Vive da sola e in casa riesce a essere indipendente basandosi principalmente sull’ordine.

Ha imparato a cucinare pietanze semplici, a fare le pulizie e le lavatrici in una casa poco lontana da una delle filiali del Monte dei Paschi, dove lavora come impiegata bancaria utilizzando un telefono e un computer dotato di sintesi vocale. Ogni mattina si reca a lavoro da sola, accompagnata solo dal suo bastone bianco. Agli allenamenti e alle gare, per quelli no, c’è bisogno di qualcuno che la accompagni, ma Alessia ha tante persone che la circondano di tante attenzioni. Il suo sorriso trasmette una gioia di vivere contagiosa, il suo modo di parlare un coraggio straordinario.

 

Nel 2018, in Francia, ha vinto l’oro al campionato europeo paralimpico nello sci nautico, ma non solo perché Alessia è anche campionessa di arrampicata sportiva, disciplina in cui si è laureata campionessa mondiale paralimpica nel 2014 in Spagna. A inizio del 2017, proprio all’indomani di una sua scalata in Valle d’Aosta, è arrivata una proposta dalla sezione Avis comunale di Ivrea, quella di diventare testimonial della donazione del sangue. Quel suo motto “Se vuoi puoi”, ma soprattutto la sua stessa vita, sono la testimonianza migliore per tutti, oltre che un messaggio positivo per i giovani, cercando di trasmettere loro questo motto, raccontando il suo modo di affrontare la vita, convivendo con la disabilità della cecità e con le sue imprese sportive. Sfide grandi e piccole cedono il passo a due ambizioni con la A maiuscola: l’indomita determinazione di vincere un campionato mondiale paralimpico di arrampicata sportiva, e la successiva tenacia nel raggiungere la cima di una parete alta 300 metri. Nel calendario dei prossimi appuntamenti c’è la scalata di una parete di ghiaccio nel prossimo inverno, mentre a primavera dell’anno prossimo una scalata di una parete a picco sul mare.

 

Se le potesse tornare la vista per un minuto cosa le piacerebbe guardare? Nulla di particolare, perché ha imparato già a guardare tutto facendo a meno della vista. Alessia è una persona piuttosto concreta, ammette che le manca solo il poter guidare un’auto. Tutto il resto è come se lo avesse visto, ma con occhi diversi. Guardarlo con la vista – dice – “rischierebbe persino di lasciarmi delusa”.

 

 

 

L’articolo è pubblicato anche sul n.2/2019 di AVIS SOS

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