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Estate 2019 e sistema sangue: diminuiscono le situazioni di crisi
06.09.2019

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Un’estate senza gravi emergenze sangue grazie alla generosità dei donatori. Anche nel 2019 si conferma il trend positivo che aveva caratterizzato i mesi caldi del 2018, pur in presenza di alcune criticità, come quelle delle città di Roma e Napoli.
Secondo i dati riportati dal Centro Nazionale Sangue nei mesi di luglio e di agosto 2019 sono state 4.421 le richieste di sacche di sangue attraverso la bacheca Sistra, il Sistema Informativo dei Servizi Trasfusionali attraverso cui viene gestita la compensazione interregionale. Si tratta di 410 unità in meno rispetto all’anno precedente, (corrispondente a una diminuzione di circa il 10%) che aveva registrato a sua volta un netto calo rispetto al 2017 (-8.811 emazie).
Continua quindi il trend positivo per i mesi estivi, che sono tradizionalmente i più delicati per il sistema sangue, soprattutto per le alte temperature che rendono più difficile la donazione di sangue per chi ha la pressione bassa e per le ferie che spingono i donatori periodici a lasciare la propria città di residenza. La conferma del trend positivo dell’estate fa il paio con i risultati migliori ottenuti dal sistema sangue nei mesi di gennaio e febbraio 2019, mesi in cui si registrano solitamente carenze legate soprattutto al picco influenzale.
“È un trend positivo – commenta il direttore generale del Centro nazionale sangue Giancarlo Liumbruno – il cui merito va ascritto alla grande generosità dei donatori, che hanno risposto ai numerosi appelli, non ultimo quello del ministro Giulia Grillo, in occasione dello scorso World Blood Donor Day, di andare a donare prima di partire per ferie”.
I dati sono stati presentati durante il convegno nazionale sulla donazione del Sangue organizzato oggi a Napoli dalla Croce Rossa Italiana, nel corso di una lectio magistralis tenuta dallo stesso Liumbruno.
L’autosufficienza del sangue e dei suoi prodotti, ha ricordato Liumbruno presentando i dati di attività del 2018, è non frazionabile, sovraaziendale e sovraregionale in accordo con i principi etici e di solidarietà alla base del nostro sistema. L’attività di raccolta associativa è strategica, e vale un terzo del sangue raccolto (circa un milione di unità) ed è indispensabile per poter assicurare quotidianamente la terapia trasfusionale a oltre 1.800 pazienti e i medicinali plasmaderivati a migliaia di pazienti.
Il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, presente al convegno di oggi a Napoli, ha così commentato:
“Sono dati incoraggianti e il primo ringraziamento mi sento di farlo a tutte le nostre sedi, volontari e donatori che anche quest’estate hanno risposto positivamente ai nostri appelli.
La programmazione e la cultura della donazione periodica e associata si confermano le migliori strategie per ridurre le situazioni di carenza.
Non c’è però da dormire sugli allori. L’autosufficienza è un obiettivo da raggiungere ogni giorno e l’allarme lanciato proprio pochi giorni fa dal CNS sul drastico calo di medici trasfusionisti è condiviso anche da AVIS.
Ci auguriamo che le istituzioni e in particolare il nuovo governo ascoltino rapidamente questo nostro appello e si possa arrivare presto a una soluzione condivisa nell’interesse di tutto il sistema sangue e dei nostri malati”.
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