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Dagli Stati Generali dei medici un ‘no’ alla logica mercantile
27.09.2019

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di Alissa Peron

 

Si è svolto a Roma il 19 settembre il terzo incontro degli stati generali della professione medica organizzati dalla Fnomceo (Federazione nazionale dell’ordine dei medici, chirurghi e Odontoiatri). Si tratta di un evento che ha lo scopo di ridefinire il ruolo dei medici e professionisti sanitari messo in crisi dai mutamenti sociali, economici e culturali degli ultimi 40 anni.

Il Presidente di Fnomceo, dott. Filippo Anelli, ha delineato sei macroaree su cui sviluppare un dibattito negli ordini provinciali e, in seguito, durante i convegni nazionali in cui è suddiviso l’evento e che continueranno fino al 2020: i cambiamenti e le crisi; il medico e la società; il medico e l’economia; il medico e la scienza, clinica e cultura; il medico e il lavoro; la medicina, il medico e il futuro.

 

A proposito di queste tematiche, l’ordine ha affidato al prof. Ivan Cavicchi, sociologo e filosofo della medicina, il compito di elaborare 100 tesi in forma di quesiti per stimolare e facilitare il dibattito.

 

Dopo le giornate dedicate a “Dalla crisi al nuovo paradigma della medicina” e a “Scienza e società”, il confronto del 19 settembre si è concentrato sullo spinoso rapporto tra “Il medico e l’economia”.

 

A introdurre l’incontro è stato il Presidente Anelli, che ha affermato: “Il definanziamento del SSN ha avuto pesanti ricadute anche sulla professione medica, forzando l’introduzione di obiettivi economici nella pratica clinica quotidiana, che hanno condizionato in maniera rilevante l’agire medico”. Ma “di fronte al prevalere nella nostra società della logica del profitto, la professione medica” deve sempre più rappresentare “un punto di riferimento quale garante della dignità della persona e del diritto alla salute al di là di ogni logica mercantile”.

 

Presente anche il prof. Cavicchi che, nel suo intervento, ha sottolineato come le questioni economiche siano entrate a gamba tesa nella professione medica, diventando una delle principali cause che hanno portato alla crisi della professione, vincolando di fatto l’operato del medico e influenzando, di conseguenza, il rapporto con il paziente. Il professore chiarisce, tuttavia, che “la crisi non si risolve solo rifinanziando il sistema. Serve un ripensamento di quel sistema e della professione, il cui ruolo deve arricchirsi di nuovi valori da portare sul tavolo delle trattative con il governo per motivare la necessità e l’opportunità di nuovi investimenti. Solo così sarà possibile, in sintesi, permettere al medico di riconquistare l’autonomia professionale e di valorizzare il proprio ruolo nella programmazione sanitaria.

 

Il 20 settembre i medici della Fnomceo sono stati ricevuti in udienza da papa Francesco che, nel suo discorso, ha ricordato che “la malattia è più di un fatto clinico. è sempre la condizione di una persona, il malato. È importante, dunque, che, di fronte a qualsiasi cambiamento della medicina e della società, il medico non perda di vista la singolarità di ogni malato, con la sua dignità e la sua fragilità”.

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