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Il sottosegretario Di Piazza al comitato editoriale di Vita
04.10.2019

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Giovedì 3 ottobre si è svolto il primo incontro fra il Comitato editoriale di VITA e Stanislao-Steni Di Piazza, neo sottosegretario al welfare con (quasi certa) delega al terzo settore.

 

All’appuntamento era presente anche AVIS con il suo presidente nazionale, Gianpietro Briola.

 

Tantissimi gli interventi delle associazioni presenti. Briola si è soffermato su problematiche riscontrate in alcune regioni in tema di approvazione degli Statuti e di mancanza di decreti attuativi rispetto al tema delle Reti associative nazionali.  Altro punto toccato è stata la riaffermazione della specificità del modello di donazione e raccolta del sangue e plasma, etica e altruistica in Italia, previsto dalla legge 219/05, delegato alle associazioni e da salvaguardare dal rischio potenziale  di soggetti,  travestiti da impresa sociale ma in realtà,  riconducibili al mondo profit.

Tra gli altri temi, Di Piazza è stato interrogato sul registro unico del Terzo settore: “Mi hanno detto che va fatto entro dicembre, ma non credo sarà possibile realisticamente. Diciamo entro la primavera”, sul rapporto basso fra dipendenti e volontari, nelle associazioni di volontariato: “Lo so, proporrò di aumentarlo, io penso che l’ideale sarebbe il 20%. Ci lavoriamo, ma insieme e in maniera graduale” e sul traguardo che si prefigge lo Stato, chiedendo la rendicontazione sociale e la valutazione d’impatto sociale: “Lo Stato deve a poco a poco, ma sempre più, trasformarsi in uno Stato premiante”.

 

La riunione di comitato ha portato anche due buone notizie, una sulla dotazione di 74 milioni di euro per i volontari di servizio civile che ad oggi non hanno copertura e l’altra sull’aumento a 525 milioni del tetto del 5 per mille.

 

Con il Comitato Editoriale il sottosegretario ha condiviso qualche aneddoto della sua biografia, per farsi conoscere meglio, dagli inizi in Università ai progetti di microcredito come direttore di banca, dal consiglio comunale di Palermo fino a quando accettò di candidarsi al Parlamento, nel 2018, per il Movimento 5 stelle.

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