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Alta formazione umanitaria e socio-sanitaria a Bologna
25.10.2019

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In vista della prossima apertura del bando per le iscrizioni alla IV edizione del Corso di alta formazione in ‘Management umanitario e socio-sanitario’ presso l’università di Bologna, e nel quale AVIS ha deciso di giocare un ruolo da protagonista, abbiamo intervistato Anna Maria Toschi, presidente Avis comunale Argenta, e Luca Patelli, dirigente Avis provinciale Bologna, che hanno partecipato al corso nel 2018 e 2019. Ci hanno raccontato con piacere la loro esperienza e che cosa hanno imparato.

 

Anna Maria Toschi

 

Cosa l’ha spinta ad iscriversi al Corso?

 

All’inizio, tra le voci della proposta formativa, mi hanno particolarmente interessato le lezioni di diritto internazionale e umanitario, perché nella sezione di Argenta sto portando avanti, insieme ai miei collaboratori, un progetto di accoglienza e integrazione di rifugiati e richiedenti asilo. Durante il corso, tuttavia, ho trovato utili e stimolanti anche gli altri insegnamenti, tenuti da docenti preparatissimi.

 

Può farci qualche esempio?

 

Ho acquisito competenze in diversi ambiti, soprattutto riguardo alla nuova riforma del terzo settore che, per molti aspetti, mi appariva ancora poco conosciuta. Uno dei nostri docenti era proprio l’avv. Gabriele Sepio, che ha scritto la parte fiscale della legge.

Ho ampliato, poi, le mie conoscenze sulla redazione del bilancio sociale di un ente non profit. La sezione Avis di Argenta non è tenuta per legge a redigerlo perché è al di sotto del numero di soci e dei limiti di bilancio stabiliti. Ho imparato, però, che fare un bilancio sociale non significa soltanto fare una rendicontazione del proprio operato e una programmazione dal punto di vista economico, ma anche dimostrare ciò che stiamo facendo alla cittadinanza, alle pubbliche amministrazioni e ai nostri stakeholders.

Inoltre ho apprezzato gli approfondimenti sulla coprogettazione e coprogrammazione con la pubblica amministrazione, dai quali ho tratto idee nuove per il lavoro che svolgo in associazione.

 

Qual è l’argomento del suo project work finale?

 

Il titolo è “La coprogettazione degli enti del terzo settore con la pubblica amministrazione alla luce della nuova normativa: la casa del volontariato socio-sanitario nel comune di Argenta”.

 

Di che cosa si tratta?

 

È un progetto che coinvolgerà una rete di circa otto associazioni di ambito socio-sanitario nel nostro comune. Ho spiegato come Avis metterà a disposizione le competenze accumulate in tanti anni, i soci, i volontari e la sua diffusione sul territorio per dar vita a questa nuova realtà unica in Italia. Ho ascoltato anche i project work degli altri corsisti e li ho trovati tutti interessanti e molto pratici. Per me l’intero master è stato un’esperienza molto positiva e arricchente.

 

 

Luca Patelli

 

È soddisfatto della sua esperienza nel Corso in ‘Management umanitario e socio-sanitario’?

 

Sulle prime ero un po’ scettico, ma con il passare dei mesi mi sono ricreduto. Ho frequentato le lezioni nel 2018, quando era appena stata approvata la nuova riforma del terzo settore. I docenti mi hanno aiutato a comprendere le sfumature ed entrare, in qualche modo, nelle pieghe della legge. In più, questo corso mi ha permesso di incontrare persone che lavorano in altre associazioni e hanno approcci e punti di vista diversi riguardo alla gestione di un ente non profit. È stata, quindi, anche un’opportunità per instaurare rapporti di amicizia e fare rete tra le associazioni.

 

Cosa le ha dato questo corso in termini di conoscenze che ritiene utili per il suo lavoro in Avis?

 

Tutte le conoscenze che i professori ci hanno trasmesso hanno suscitato il mio interesse, dalla storia della Croce Rossa Italiana ai profili giuridici degli enti del terzo settore. Tuttavia mi sono concentrato soprattutto sulla parte relativa ai bilanci e al concetto di valutazione di impatto sociale, che per me sono stati una scoperta e che potrò mettere in pratica in associazione.

 

Su che cosa verte il suo project work finale?

 

L’argomento è proprio la valutazione di impatto sociale di Avis provinciale Bologna a confronto con quella di AVIS Nazionale fatta dall’ex presidente nazionale Saturni. Ho cercato di evidenziare le caratteristiche della sede di Bologna e le sue carenze, e ho proposto l’aggiunta di buone pratiche, specialmente in tema di salute, per rendere ancora più efficace la nostra attività.

 

di Alissa Peron

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