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Dal convegno FIODS un chiaro ‘no’ a ogni forma di pagamento
30.10.2019

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Il convegno Fiods ‘La donazione di sangue nel terzo millennio’ svoltosi a Roma lo scorso venerdì 25 ottobre aveva lo scopo di anticipare gli accadimenti futuri, e di porre le basi di un dibattito a vocazione internazionale su alcuni aspetti fondamentali del dono, come la gratuità e la volontarietà, la sicurezza e la centralità del paziente come obiettivo finale di ogni sforzo comune. Molto ricco il parterre, con la partecipazione di tante personalità autorevoli provenienti da tutto il mondo, come Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, Judith Chapman, direttore esecutivo di Isbt, ovvero la società internazionale delle trasfusioni di sangue, Junping Yu dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Claudio Velati del Centro Nazionale Sangue e moltissimi altri.

 

 

In vista del World Blood Donor Day 2020 e i valori italiani

 

 

Sul piano programmatico, il Segretario Generale di AVIS, Ruggiero Fiore, ha spostato l’asticella degli obiettivi reali ben più avanti del prossimo World Blood Donor Day: è molto sensato, in effetti, considerare l’evento del prossimo 14 giugno soprattutto come un punto di partenza. Il futuro del sistema sangue comincerà subito dopo quella data, perché il modello etico italiano che si basa sulla donazione anonima, volontaria, gratuita, associata e organizzata, in ambiente internazionale non è sempre compreso, e talvolta è addirittura messo in discussione. Anzi: è ormai minacciato dal fantasma di un sistema di raccolta a pagamento che parte da presupposti etici molto diversi di nostri. Preoccupazioni da non sottovalutare, anche perché le sfide richieste dal futuro e dai cambiamenti sociali in corso nel nostro mondo occidentale sono tante, così come ha spiegato il presidente Fiods nel suo lungo e strutturato intervento.

 

 

I valori etici del dono, un tesoro da salvaguardare

 

 

La gratuità del dono è ancora difesa, e mantiene confini netti con il concetto di profitto. Un monito che è stato il principale in tutta la giornata di lavori, ed è per questo che Gianfranco Massaro, presidente della FIODS, si è soffermato sui concetti di salvaguardia dell’uso etico del sangue, di trasparenza, di campagne culturali per favorire la plasmaferesi e aumentare la raccolta del plasma.

 

Gli stili di vita e i punti forti del dono in Italia

 

 

Ma qual è la condizione primaria affinché la raccolta sangue e plasma possa avvenire nelle migliori condizioni possibili e risultare più efficace? Senza dubbio la salvaguardia degli stili di vita, vero punto di partenza per avvicinarsi alla donazione. La materia biologica donata deve provenire da persone sane, come ha spiegato Aldo Ozino Caligaris, persone che vantano “uno stato di benessere fisico, mentale e e sociale”, e non semplicemente l’assenza di patologie o infermità. Non è così scontato: l’equilibrio di queste componenti è e sarà fondamentale.

 

 

La sicurezza, un percorso che non va dato per scontato

 

 

Sicurezza per i pazienti dunque: valore che nell’evoluzione di un sistema basato su donatori volontari e non remunerati non può e non deve essere considerato di minor importanza. Oggi ancora non c’è una situazione omogenea nel mondo: in molti paesi vige ancora la donazione familiare in caso di bisogno diretto, come per esempio in Pakistan. Per superare queste differenze ci dovranno essere regole condivise sui controlli, su principi fondamentali, sull’accesso a risorse sicure provenienti da sistemi nazionali organizzati che promuovono la donazione non remunerata e volontaria.

 

 

I confini della non remunerazione

 

 

Ma quale approccio bisogna avere nei confronti della raccolta di sangue e plasma a pagamento? Il dibattito più caldo della giornata si è concentrato proprio su questo punto, perché spesso nella comunità internazionale passa come insuperabile la dicotomia tra raggiungimento dell’autosufficienza e la difficoltà di ottenerla con la donazione gratuita e volontaria. L’articolo 21 della Convezione di Oviedo per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano nei confronti dell’applicazioni della biologia e della medicina, nega la possibilità di trarre profitto alcuno dal corpo umano e le sue parti, ma oggi i confini della “non remunerazione” sono da intendersi più sfumati. Sappiamo bene che in USA il plasma è già oggetto di raccolta a pagamento, e Carlo Petrini dell’Istituto Superiore della Sanità ha spiegato come debba essere inquadrato questo tema sempre attuale: una commissione internazionale ha di recente ribadito l’assoluto divieto di profitto, ma non ha escluso la possibilità di riconoscere un rimborso ai donatori per le spese sostenute o per mancati guadagni, purché si tratti di spese rigorosamente documentate e limitato agli effettivi costi contenuti. La direzione delle istituzioni mondiali come l’OMS è quindi sempre quella direzione gratuita e volontaria, perché accettare il pagamento comporta pesanti controindicazioni.

 

 

Il dibattito vivace

 

La minaccia della raccolta a pagamento infatti non riguarda più solo gli USA. Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, ha suscitato un vivace dibattito portando il caso dell’Olanda, dove è in studio un progetto che non esclude di portare i donatori ai centri trasfusionali remunerandoli. Alice Simonetti di Avis e delegata Fiods ha quindi spostato lo sguardo sull’opportunità di rompere l’opposizione tra disponibilità o sicurezza, proponendo un cambio di paradigma: in effetti si possono ottenere entrambi gli obiettivi, così come ha ribadito lo stesso Claudio Velati. Sebbene negli ultimi 20 anni tutte le organizzazioni mondiali competenti abbiano sostenuto la donazione non remunerata, a suo dire si è affievolita la forza espressiva del messaggio, e ci sono stati molti, forse troppi atteggiamenti aggressivi nella violazione di questi principi. Ecco perché, secondo lui, varrebbe la pena che le organizzazioni europee assumessero a loro volta posizioni sempre più forti e decise verso il sostegno al dono etico.

 

(articolo completo a cura di Giancarlo Liviano su Buon Sangue,  sintesi dell’ufficio stampa di AVIS Nazionale)

 

 

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