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ISTAT, presentato il rapporto BES 2019. In crescita il benessere degli italiani
23.12.2019

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Cresce il benessere degli italiani. È quanto emerge dall’ultimo rapporto BES presentato dall’ISTAT, secondo cui “oltre il 50% dei circa 110 indicatori per cui è possibile il confronto registra un miglioramento”.

 

Nel 2018, la speranza di vita alla nascita ha raggiunto in Italia il massimo storico, pari a 82,3 anni (80,9 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne), ponendo l’Italia al secondo posto nell’Unione europea dopo la Spagna.

Tuttavia, dall’analisi emerge che la maggiore longevità femminile si accompagna a condizioni di salute più precarie: una donna di 65 anni può aspettarsi di vivere in media altri 22,5 anni, di cui 12,7 anni (il 56,4%) con limitazioni nelle attività; mentre per un uomo della stessa età la speranza di vita è 19,3 anni, di cui 9,3 anni (48,9%) con limitazioni.

 

Inoltre, la speranza di vita in buona salute alla nascita risulta essere più alta di tre anni al Nord rispetto al Mezzogiorno (59,3 contro 56,3 anni), mentre quella a 65 anni senza limitazioni è più alta di 2 anni (10,6 al Nord contro 8,6 anni del Mezzogiorno).

 

Sebbene la diffusione di stili di vita sani proceda a rilento, l’ISTAT rileva un calo nella percentuale di persone sedentarie, che passa dal 37,9% del 2017 al 35,7% del 2018, e segnala la riduzione della mortalità infantile e di quella per i tumori.

 

«Da questi dati – commenta il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola – emerge la necessità di incentivare sempre di più la promozione di comportamenti corretti e di una maggiore attenzione verso la propria salute. È fondamentale sensibilizzare tutta la cittadinanza e soprattutto le nuove generazioni che, come dimostra il rapporto, purtroppo non sempre riescono a raggiunge adeguati standard di benessere in ambiti come la salute, l’istruzione e il lavoro.

 

In questa ottica, il volontariato del dono deve proseguire il suo impegno sul territorio a fianco soprattutto delle fasce della popolazione più svantaggiate, affinché possano migliorare le proprie condizioni di vita e il proprio benessere, nella consapevolezza che la mancanza di sintomi non sempre equivale all’assenza di malattia. La prevenzione è e rimane una strategia vincente per garantire una prospettiva di qualità di vita migliore».

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