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“Ricucire insieme l’Italia”, inaugurato a Roma l’anno di Padova capitale europea del volontariato
30.01.2020

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Ribadire il valore del volontariato per contribuire a rilanciare il nostro Paese. È con questo messaggio che, dalla sede dell’Associazione Stampa Estera a Roma, si alza il sipario sul 2020 che vedrà Padova Capitale europea del volontariato. Un appuntamento che, sotto il claim “Ricucire insieme l’Italia”, punta a ridefinire e riscrivere i caratteri dello stare insieme nelle città d’Europa.

 

La cerimonia inaugurale è in programma per venerdì 7 febbraio alle 9:00 nel padiglione 8 della fiera, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sarà solo il primo di tre giorni che vedrà la città, prima in Italia ad essere scelta per ospitare un evento simile, aprirsi alla società, con iniziative culturali e musicali, non ultima la possibilità di visitare gratuitamente i musei civici per tutte le volontarie e i volontari che, con il loro impegno, fanno dell’Italia un modello a livello internazionale.

Il presidente del CSV Padova, Emanuele Alecci

 

Un ruolo importante in questa occasione lo avrà AVIS Nazionale che, nella giornata di sabato 8 febbraio, ha organizzato il convegno “Senza confini. Il dono tra etica, inclusione e accoglienza”. L’evento, che vede la collaborazione delle Avis regionale Veneto, provinciale e comunale di Padova, rappresenta un momento di dibattito e confronto su tematiche sociali che vadano oltre l’attività della donazione di sangue e plasma. Sarà infatti l’occasione per ascoltare le testimonianze di coloro che, grazie all’associazione, hanno avuto la possibilità di integrarsi e mettersi a disposizione degli altri. Diverse le personalità che interverranno, tra cui il Sottosegretario di Stato per il Lavoro e le Politiche Sociali, Stanislao Di Piazza. Ma non solo.

 

A Padova, AVIS presenterà un progetto di comunicazione che, attraverso la ginnastica ritmica e il coinvolgimento di atlete paralimpiche, vuole veicolare un messaggio di accoglienza e inclusione sociale. «AVIS darà modo di ragionare su un tema, come quello del dono, che porteremo avanti nel corso di tutto l’anno – spiega il presidente del CSV Padova, Emanuele Alecci – C’è molta attenzione verso il lavoro che le associazioni di questo tipo portano avanti perché è dall’impegno di queste stesse realtà che deve partire la crescita del nostro Paese».

 

Un anno di appuntamenti che, grazie al contributo di idee di oltre 300 persone, permetterà di consegnare all’Italia contenuti e proposte operative relative al legame tra volontariato, terzo settore, tessuto economico e obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo

 

Come ha spiegato la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, intervenuta alla conferenza di presentazione, «quelli di cui parliamo oggi sono ormai elementi fondanti del nostro Paese. Questa occasione, che mi riempie di orgoglio, rappresenta un’occasione importantissima per fare crescere nei giovani la consapevolezza che, dedicare tempo ed energie per aiutare gli altri, è un valore universale da coltivare».

 

Proprio il desiderio di ricostruire un tessuto sfibrato, di “ricucirlo” appunto, è il concetto che ha poi sottolineato il presidente del CSV Padova, Emanuele Alecci: «Avviare nuove relazioni è l’impegno che l’intero movimento del volontariato ha l’occasione di assumere anche grazie a questo prestigioso onere che è stato assegnato alla nostra città. Il punto di partenza per uno slancio di iniziative che dovranno susseguirsi anche in futuro».

 

L’assessora al Volontariato del Comune di Padova, Cristina Piva

 

Lavorare fianco a fianco e alimentare quello che fa parte del volontariato è il motivo per cui, come ha spiegato l’assessora al Volontariato del Comune di Padova, Cristina Piva, «la nostra città ha capito che doveva farsi avanti. Un’associazione su tre nel nostro territorio si occupa di questioni sociali e culturali, un qualcosa che fa capire come l’attività dei volontari non sia solo finalizzata all’assistenza, ma anche al coinvolgimento della cittadinanza. Il Comune non vuole delegare al volontariato ciò che non riesce a realizzare, ma contribuire alla realizzazione e alla gestione di una rete di rapporti di cui vuole essere protagonista».

 

La presidente di CEV, Lejla Sehic durante il suo messaggio video

 

Proprio questo esempio di organizzazione e disponibilità nel sostenere coloro che si impegnano a favore dei più fragili, «ha portato la giuria internazionale ad assegnare a Padova il ruolo di Capitale europea del volontariato 2020 – ha detto la presidente di CEV, Lejla Sehic nel suo messaggio video nel corso della conferenza stampa – Contribuire all’inclusione sociale e al benessere di gruppi vulnerabili racchiude il senso stesso del volontariato, non a caso questa città ha offerto la possibilità a persone richiedenti asilo di essere volontari, includendo attività di formazione per gli stessi».

 

Il presidente di CSVNet, Stefano Tabò

 

«Il riconoscimento di Padova è sentito in maniera spontanea come un riconoscimento per tutto il movimento del volontariato che rappresenta un patrimonio nazionale – conclude il presidente di CSVNet, Stefano Tabò – Quest’anno e, soprattutto, il programma che questo appuntamento si porta dietro, fa capire come il sentimento generale sia sempre più forte nell’animo di ognuno di noi: al valore del pensare si associa l’importanza del fare, non senza toccare questioni scottanti. Ma questo è l’aspetto più importante del volontariato stesso».

 

Il 5 dicembre, in occasione della Giornata internazionale del volontariato, l’evento conclusivo con il passaggio di consegne con Berlino, prossima capitale europea per il 2021.

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