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Padova Capitale Europea del Volontariato, Mattarella: “Che il 2020 sia l’anno della riforma del Terzo Settore”
07.02.2020

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“Guardare oltre i propri confini per tutelare l’umanità”. È l’invito che rivolge al mondo del volontariato italiano il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento all’evento inaugurale di “Padova Capitale Europea del Volontariato 2020”.

 

Un discorso sentito, quello del Capo dello Stato, più volte interrotto dagli applausi della platea del padiglione 8 della Fiera: un abbraccio con cui gli oltre 3mila presenti hanno accolto con affetto e partecipazione il Presidente. Quella che si è aperta nel capoluogo veneto è una tre giorni che vedrà la città, prima in Italia ad essere scelta per ospitare un evento simile, aprirsi alla società, con iniziative culturali e musicali.

 

Nel suo lungo intervento, il Presidente ha sottolineato e rivendicato l’importanza che il ruolo del volontariato, e delle tante persone che si dedicano agli altri, ricopre nella nostra società: «Gratuità e responsabilità civica creano un legame strettissimo con ogni strato della collettività. Il titolo di questa manifestazione, Ricuciamo l’Italia, va e deve andare proprio in questa direzione, a contrastare quegli eventi tumultuosi che stanno cambiando la comunicazione tra le persone». Una riflessione significativa, da parte di Mattarella, ha poi riguardato il concetto di “passione come strumento contro l’indifferenza, quel sentimento che nella storia ha portato a vergognose persecuzioni religiose”.

 

Infine, dopo aver ringraziato ed elogiato l’impegno “senza interesse” dei tanti volontari che, quotidianamente, aiutano i più fragili, e la figura dei giovani spiegando come “parlare e coinvolgerli è un fatto di lungimiranza”, il Capo dello Stato ha inviato un augurio: «Che il 2020 rappresenti l’anno in cui si completi la riforma del Terzo Settore e venga portato a compimento l’impegno delle istituzioni per la liberazione di Silvia Romano (la giovane cooperante padovana rapita in Kenya nel novembre 2018, ndr), presa di mira mentre svolgeva la sua attività di solidarietà e carità».

 

Quello del Presidente della Repubblica è stato solo l’ultimo, ma molto sentito, degli interventi delle diverse figure istituzionali intervenute a Padova. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha voluto ricordare come questa regione sia «da sempre legata a doppio filo con il mondo del volontariato. Qui è nata la prima onlus italiana, Cuamm Medici con l’Africa. Oltre 2mila associazioni sul nostro territorio svolgono un lavoro prezioso e silenzioso per aiutare chi più ha bisogno, compresi i donatori di sangue. Non è un caso che sia stata scelta come capitale europea Padova, città della regione che ha dato i natali alla donna che, il 23 dicembre 1978, ha istituito il Servizio sanitario nazionale: Tina Anselmi».

 

Proiettato al coinvolgimento e alla necessità di “creare un progetto comune a livello europeo” è stato l’intervento del sindaco di Padova, Sergio Giordani: «L’unica soluzione per far crescere e proiettare in avanti il nostro Paese è quella di superare la logica dell’io, dando invece spazio a quella del noi. Il volontariato è un antidoto contro gli egoismi e le chiusure sociali».

 

Prima del Capo dello Stato si sono poi alternati sul palco l’assessora comunale al Volontariato, Cristina Piva, il direttore del CEV, Gabriella Civico, e i presidenti di CSVNet e CSV Padova, Stefano Tabò ed Emanuele Alecci.

 

Anche AVIS avrà un ruolo da protagonista in questa tre giorni padovana. Sabato 8 febbraio, infatti, è in programma il convegno “Senza confini. Il dono tra etica, inclusione e accoglienza”. L’evento, che vede la collaborazione delle Avis regionale Veneto, provinciale e comunale di Padova, rappresenterà un momento di dibattito e confronto su tematiche sociali che vadano oltre l’attività della donazione di sangue e plasma. Sarà infatti l’occasione per ascoltare le testimonianze di coloro che, grazie all’associazione, hanno avuto la possibilità di integrarsi e mettersi a disposizione degli altri.

 

In più, verrà presentato un progetto di comunicazione che, attraverso la ginnastica ritmica e il coinvolgimento di atlete paralimpiche, vuole veicolare un messaggio di accoglienza e inclusione sociale.

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