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Coronavirus, le precisazioni del presidente Gianpietro Briola su tamponi e test a Castiglione d’Adda
02.04.2020

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«I protocolli per la selezione del donatore sono sicuri e stiamo seguendo con attenzione i diversi studi scientifici che prevedono, nella lotta al Coronavirus, l’eventuale coinvolgimento di donatori di sangue». Così il Presidente di AVIS NazionaleGianpietro Briola, ha voluto precisare quanto pubblicato, sul quotidiano “Il cittadino di Lodi”, in un articolo in cui si parla di uno screening condotto su un gruppo di donatori di sangue dell’Avis di Castiglione d’Adda. “Obiettivo di questo progetto – come si legge nella notizia – è invitare a donare il plasma anche chi, in maniera asintomatica, abbia contratto il virus e conseguentemente abbia sviluppato gli anticorpi.

 

«L’area di Castiglione d’Adda rientra nella prima zona rossa dell’emergenza – sottolinea Briola – Quello in corso è un test circoscritto a quel territorio in quanto tra i primi a essere maggiormente colpiti. L’obiettivo della sperimentazione è individuare quelle persone che, avendo sviluppato gli anticorpi al virus, possano donare il proprio plasma ai pazienti ancora affetti».

 

Su questo ultimo aspetto lo stesso direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Liumbruno, ha voluto precisare che si tratta di «una terapia empirica che necessita ancora di comprovate evidenze scientifiche. Si sta valutando, inoltre, il futuro impiego del plasma dei guariti per ricavare immunoglobuline specifiche contro il Covid-19, ma anche questa ipotesi deve essere avvalorata da approfonditi accertamenti».

 

«La nostra Associazione – aggiunge Briola – è ben lieta di contribuire alla realizzazione di questi progetti di ricerca, offrendo il proprio sostegno organizzativo e contributo valoriale alla raccolta di plasma, sensibilizzando la disponibilità sempre generosa dei singoli donatori allo sviluppo dei farmaci plasmaderivati specifici».

 

Che lo screening di Castiglione d’Adda abbia carattere sperimentale lo conferma lo stesso ministero della Salute che, alla domanda se sia necessario eseguire il tampone nei soggetti asintomatici, sul suo sito risponde in questo modo: «No, secondo le indicazioni del Consiglio Superiore della Sanità, sulla base delle evidenze scientifiche finora disponibili, non è raccomandata l’esecuzione del tampone ai casi asintomatici».

 

A rafforzare la necessità di procedere con cautela sono state anche le parole rilasciate dal direttore vicario dell’Oms, Ranieri Guerra, durante una recente conferenza stampa all’Istituto Superiore di Sanità: «I test sierologici oggi disponibili sono ancora inaffidabili per quanto riguarda una diagnosi di Covid-19».

 

COME AVVIENE LA SELEZIONE DEL DONATORE

 

Ricordiamo che la donazione è sicura e avviene nel pieno rispetto delle disposizioni che regolano la circolazione delle persone.

Ogni donatore, prima di essere convocato, è sottoposto a un colloquio telefonico preventivo volto a conoscere il suo stato di salute e i contatti sociali avvenuti negli ultimi giorni.

 

COSA FARE SE DOPO LA DONAZIONE COMPAIONO SINTOMI LEGATI AL CORONAVIRUS

 

Il donatore è tenuto a contattare il proprio centro di raccolta:

– se sviluppa sintomi associabili a quelli causati dal Coronavirus

– se rimane asintomatico, ma nei giorni precedenti la donazione è entrato in contatto stretto con persone risultate successivamente positive al Coronavirus

 

Per maggiori informazioni, visitare questa sezione del sito del ministero della Salute.

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