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Inclusione e solidarietà, a Perugia e Foligno la comunità islamica dona il sangue con AVIS
21.04.2020

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Celebrare il sangue come patrimonio di tutti e la donazione come gesto che unisce le persone a prescindere da nazionalità, religione e colore della pelle. Prosegue senza sosta l’impegno della comunità islamica umbra che, sabato 18 aprile, in collaborazione con le Avis di Perugia e Foligno, ha organizzato una giornata dedicata alla solidarietà, divenuta ormai consuetudine dall’inizio dell’emergenza Covid-19.

 

«Da ormai oltre un mese, tutti i sabati ci presentiamo al centro trasfusionale dell’ospedale per donare il sangue e dare il nostro contributo in un periodo così difficile – racconta Youssef Filali, referente della comunità di Perugia – Nel 2018 abbiamo creato il Gruppo Donatori Musulmani con l’obiettivo di sensibilizzare sempre più persone ad abbracciare questa scelta e coinvolgere i centri culturali del nostro territorio».

 

Una collaborazione portata avanti insieme all’Avis Comunale e che ha generato risposte positive anche fuori regione: «Molti persone di religione islamica residenti in altre città italiane, venute a conoscenza della nostra iniziativa, ci contattano regolarmente per sapere cosa devono fare per donare il sangue». Una sensibilità che, come lo stesso Youssef conferma, «dura da tempo, non solo in questa fase caratterizzata dal Coronavirus».

 

«Chi salva una vita è come avesse salvato l’intera umanità – dice Youssef citando esplicitamente il Corano – Il sangue è un qualcosa che ci accomuna, siamo tutti esseri umani a prescindere da nazionalità, religione o colore della pelle».

 

Lo stesso principio che, sempre sabato 18 aprile, ha portato a donare il sangue a Foligno anche i rappresentanti di “Al Islamiya”, l’associazione che rappresenta la comunità islamica cittadina. «È l’ennesimo risultato frutto del progetto che abbiamo avviato ormai nel 2013 – spiega il presidente dell’Avis Comunale, Emanuele Frasconi – nato principalmente per volontà di questi ragazzi».

 

La sensibilità nel capire i bisogni della struttura sanitaria ha fatto sì che la comunità islamica locale si mobilitasse per dare una mano: «Da qui il progetto si è poi diffuso in altri centri della provincia come Marsciano, Gubbio, Corciano, Umbertide fino alla stessa Perugia. È nei momenti di difficoltà che si riesce a tirare fuori il meglio di sé – conclude – e queste persone, che sono integrate e lavorano qui da ormai trent’anni, ne sono la dimostrazione».

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