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Un’azalea per la Festa della Mamma, il Coronavirus non ferma la ricerca
08.05.2020

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Nessun banchetto nelle piazze italiane. Nessun volontario in strada per informare e spiegare perché è importante sostenere la ricerca. Le restrizioni per contenere il contagio del Covid-19 stanno mettendo a dura prova anche il lavoro delle realtà del Terzo Settore, che spesso devono affidarsi esclusivamente a iniziative online e campagne attraverso i social network.

 

Domenica 10 maggio si celebra la Festa della Mamma, un appuntamento che, ogni anno, è legato a doppio filo con la Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. Una giornata che, come sempre, avrebbe dovuto vedere i volontari presenti nelle piazze italiane tra decine di azalee, le tradizionali piante che la Fondazione regala, in cambio di una donazione, per celebrare tutte le mamme e contribuire a sostenere la ricerca. Quest’anno tutto questo non sarà possibile. O meglio. Non sarà possibile acquistare l’azalea per le nostre mamme recandosi nella piazza a noi più vicina. Come fare quindi?

 

Per dare il nostro contributo, per l’intero mese di maggio, sarà possibile acquistare la pianta su Amazon.it, che sarà poi recapitata direttamente all’indirizzo che verrà indicato al momento dell’acquisto. Una scelta doverosa che la Fondazione ha dovuto prendere per tutelare la salute non solo dei volontari, ma degli stessi sostenitori, dai rischi di eventuali contagi. Una scelta che, però, permette di dare continuità alla ricerca oncologica, un tema su cui, da sempre, AVIS Nazionale è parte attiva contribuendo con l’attività etica, volontaria e non remunerata dei suoi oltre un milione e trecentomila donatori.

 

L’azalea della ricerca quest’anno amplifica il suo valore simbolico diventando un regalo ancora più speciale da dedicare a tutte le persone a cui vogliamo bene, per far sentire la nostra vicinanza anche stando lontani. Un impegno che non può permettersi battute d’arresto per contrastare tutti i tipi di cancro che, solamente lo scorso anno, in Italia hanno colpito circa 175 mila donne.

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