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Autosufficienza e farmaci plasmaderivati, dal webinar di AVIS Nazionale le strategie per il rilancio post-Covid
15.06.2020

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Lavorare per continuare a garantire un sistema etico e non remunerato che assicuri l’autosufficienza nazionale per i farmaci plasma derivati. È la sfida lanciata al mondo del volontariato dal webinar dello scorso 12 giugno promosso da AVIS Nazionale nell’ambito delle iniziative per la Giornata mondiale del donatore.

 

Il dibattito ha rappresentato una preziosa occasione di confronto non solo per fare il punto su come l’intero sistema sangue abbia risposto all’emergenza generata dal Covid-19, ma anche per capire come e da dove ripartire per far sì che il volontariato e l’intero Terzo Settore rappresentino sempre di più il volano su cui fare affidamento per un rilancio globale a livello sanitario ed economico-sociale.

 

Moderato dalla Responsabile dei progetti comunicativi di AVIS Nazionale, Claudia Firenze, il webinar ha visto la partecipazione, oltre che del presidente, Gianpietro Briola, anche del direttore del Centro nazionale sangue, Giancarlo Liumbruno, della portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, e della Responsabile del coordinamento editoriale de Il Fotografo, Federica Berzioli, che ha ufficializzato il vincitore del contest fotografico organizzato dall’associazione in collaborazione con Sprea Editori.

 

 

Dopo i saluti iniziali del presidente Briola, il direttore del Cns ha fornito numeri e informazioni importanti sullo stato in cui si trova il nostro sistema sangue e il ruolo prezioso che i donatori svolgono per fare, di quella italiana, un’eccellenza a livello internazionale: «Il Servizio Sanitario Nazionale ha affidato per legge al volontariato del sangue l’organizzazione della chiamata e del procurement dei donatori per questo straordinario strumento strategico che è il sangue – ha spiegato Liumbruno – Grazie al gesto etico di milioni di persone, ogni giorno siamo in grado di effettuare oltre 1800 trasfusioni (una media di una ogni 10 secondi, ndr) e di garantire terapie salvavita a base di farmaci plasma derivati».

Per dare un’idea del volume generato dall’attività associativa, basti pensare che circa un terzo degli emocomponenti totali, viene raccolto dalle singole realtà associative. Dati ufficiali del Cns, relativi all’intero 2019, confermano come il trend di donatori sia in aumento: «In particolare tra i giovani – sottolinea Liumbruno – un dato che ci fa ben sperare anche in riferimento al fatto che il 92% dei donatori totali sono donatori associati, a ulteriore conferma del ruolo strategico che il volontariato ha nel nostro sistema sangue». Unico neo, per così dire, il numero dei donatori in aferesi, la procedura che permette di donare soltanto alcune parti del sangue intero come il plasma e le piastrine, che sono stati 202mila: «Un aspetto su cui dobbiamo ancora lavorare perché è una percentuale che va incrementata in rapporto ai donatori totali che sono stati 1.683.470».

 

Il direttore del Cns, Giancarlo Liumbruno

Programmazione e riorganizzazione sono diventate le due parole d’ordine nel corso di una pandemia in cui, troppo spesso, amministratori locali e organi di informazione hanno contribuito a generare confusione: «Molto spesso si è parlato di sistema sangue senza avere le competenze necessarie per poterlo fare – ha commentato Liumbruno – ma fortunatamente insieme alle associazioni e ai nostri colleghi presenti nelle regioni al centro dell’emergenza, siamo riusciti a fornire risposte efficaci e azioni condivise per superare difficoltà a cui non eravamo pronti. La programmazione delle donazioni, durante il Covid-19, è stata necessaria per evitare assembramenti nei centri trasfusionali e garantire sicurezza a personale sanitario e donatori stessi: è stato un modo per rivedere l’organizzazione generale e gettare le basi di un nuovo tipo di lavoro che dovrà accompagnarci ancora per molto tempo e aiutarci a incrementare sempre più le scorte».

 

Scorte che, anche grazie agli accordi di compensazione interregionale, assicurano l’autosufficienza di emocomponenti: «L’autosufficienza è un concetto a cui devono concorrere tutte le regioni – ha spiegato Liumbruno – e tutto può avvenire muovendo il sangue da territori che ne producono di più a favore di quelli che sono più carenti. Un esempio è quello della Sardegna che, pur raccogliendo ingenti quantità di sangue, registra altissimi consumi per via della realtà epidemiologica che la caratterizza (in particolare l’alta percentuale di pazienti talassemici che necessitano di costanti trasfusioni, ndr). La compensazione si basa su quel concetto di solidarietà che riguarda anche i sistemi sanitari regionali, con la possibilità di programmarla in funzione delle proprie necessità. Discorso diverso, invece, per quella in emergenza, che viene gestita direttamente dal Cns attraverso la bacheca SISTRA che, quotidianamente, riporta i valori di produzione e di carenza di ogni singolo territorio».

 

Il presidente, Gianpietro Briola

Il webinar ha rappresentato un’occasione importante, oltre che per ringraziare i donatori dello straordinario e decisivo apporto che danno all’intero sistema sangue, anche per ribadire nuovamete i principi etici e non remunerati della donazione. Anche quella di plasma e plasma iperimmune, un tema attorno al quale recentemente si erano create non poche discussioni e polemiche. Come ha spiegato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, «il sistema è etico e nessuno guadagna profitti dall’attività dei donatori. Il plasma è pubblico e viene ceduto all’azienda farmaceutica perché lo lavori e lo restituisca come prodotto standardizzato da usare come strumento clinico e certificato per tutti i nostri pazienti. Si chiama conto lavorazione ed è un procedimento che oltre a dare valore al dono, dà valore ai donatori stessi che, dal loro gesto, vedono la produzione di medicinali salvavita per migliaia di pazienti. Lo stesso discorso riguarda il plasma iperimmune – ha sottolineato – non c’è alcun mercato su questo e l’unica procedura rimarrà il conto lavorazione». Poi una riflessione sui dati presentati dal Cns: «I numeri sono incoraggianti, ma devono farci capire che soprattutto sul plasma dobbiamo fare di più, sia come associazioni che come centri trasfusionali, che dovranno garantire maggiore flessibilità di orari per favorire l’accesso dei donatori e raggiungere così l’autosufficienza anche di plasma. Il coronavirus, infatti, ha insegnato che i nostri malati, di fronte a possibili chiusure di mercati e confini, rischierebbero di restare privi di farmaci salvavita, per questo dobbiamo raggiungere l’autosufficienza da plasma derivati così da essere indipendenti da altri Paesi esteri».

 

La portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi

Ma come si inserisce in questa fase il ruolo del volontariato? Come ha spiegato la portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, «stiamo vivendo un periodo in cui si è aperto un grande spazio per questa realtà. Ogni cittadino ha avuto la possibilità di sapere a quali realtà potersi rivolgere durante l’emergenza. Il Covid-19 ha avuto un impatto notevole sia a livello sanitario che sociale, ma molte ripercussioni si continueranno a registrare anche in campo economico. Tuttavia, proprio questa difficoltà generale, ha acceso i riflettori sul ruolo che il Terzo Settore ricopre nella nostra società, per arricchimento delle competenze e incremento delle reti di solidarietà, fiducia e assistenza».

Necessario, in quest’ottica, il completamento della riforma sul Terzo Settore: «La struttura associativa rappresenta una rete fondamentale nello scambio di esperienze e coinvolgimento delle comunità – ha spiegato Fiaschi – Per sostenere l’attività occorre prima di tutto il Registro, un quadro normativo che racchiuda tutte le imprese sociali. Poi è necessario il varo del dispositivo fiscale per gli sgravi a favore dei donatori, che siano persone fisiche o giuridiche, e di chi raccoglie risorse per la ristrutturazione di beni confiscati e destinati al Terzo Settore: un modo per dare forza alle realtà di oggi e di domani».

 

La Responsabile del coordinamento editoriale de Il Fotografo, Federica Berzioli

A margine del webinar, oltre che per anticipare il tema della prossima campagna estiva “Be red, be yellow, be good” di AVIS Nazionale, c’è stato anche modo di annunciare il nome del vincitore del contest fotografico che l’associazione aveva organizzato in collaborazione con Sprea Editori. Si tratta di Jacopo Della Valle per la sua fotografia a tema “rosso”. Come ha spiegato la Responsabile del coordinamento editoriale de Il Fotografo, Federica Berzioli, «la fotografia è lo strumento che meglio racconta e ha raccontato questo periodo. Scatti tanto semplici quanto pieni di intensità che hanno espresso la gravità e l’eccezionalità del momento: pensiamo alla foto di Papa Francesco in una piazza San Pietro deserta o a quella del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da solo mentre rende omaggio all’Altare della Patria. Siamo stati molto contenti di partecipare a questo contest per contribuire, attraverso il colore, a sostenere la donazione e il ruolo di AVIS».

 

Tante Onlus e Ong fanno della fotografia il principale strumento di comunicazione per le loro attività: uno strumento universale, come universale è il dono di sangue e plasma.

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