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Farmaci plasmaderivati, crescono le quantità di plasma inviate al frazionamento. I dati pubblicati dal CNS
13.07.2020

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Il plasma inviato al frazionamento industriale per la produzione di farmaci salvavita cresce. E lo fa nonostante i mesi appena trascorsi siano stati particolarmente complicati per via dell’emergenza Covid-19.

 

 

I dati sul monitoraggio pubblicati dal Centro nazionale sangue, oltre a confermare una tendenza in crescita nel mese di giugno, dimostrano un aumento delle quantità inviate da Regioni e Province Autonome anche rispetto al periodo gennaio-giugno 2019. Un percorso che, nonostante le difficoltà, pone l’intero sistema sangue italiano quasi a metà dell’opera per il raggiungimento degli obiettivi fissati per la fine dell’anno. Ma proviamo a capire meglio.

 

 

Nel mese appena trascorso sono stati 76.180 i chilogrammi conferiti alla lavorazione industriale, per un +14% rispetto a giugno 2019. A proposito del Covid-19, alla luce delle conseguenze che la pandemia ha provocato sulla riorganizzazione delle varie strutture sanitarie italiane, il fatto che in questa prima metà del 2020 la flessione sia stata solo del 2,9% è comunque un risultato positivo. Soprattutto se rapportato al fatto che gli obiettivi per l’anno in corso fissano a 854.002 i chili di plasma da conferire alle aziende convenzionate e, al 30 giugno, ne risultano conferiti 415.086: poco meno della metà, una media di 6,9 chili per ogni mille abitanti.

 

 

Come spiega lo stesso Cns, «i dati non sono espressione della produzione di plasma regionale, ma esclusivamente di quanto ritirato dalle aziende di frazionamento per la sola produzione di medicinali plasmaderivati».

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