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Nuovi dirigenti per il Terzo Settore, al via il 4° corso di formazione “Management Umanitario e Socio-Sanitario” dell’università di Bologna
14.09.2020

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Accrescere le competenze sociologiche e gestionali per gli operatori degli enti del Terzo Settore. È l’obiettivo della IV edizione del Corso di Alta Formazione “Management Umanitario e Socio-Sanitario”, organizzato dall’Università Alma Mater di Bologna e inaugurato lo scorso venerdì 11 settembre con una tavola rotonda incentrata appunto sul tema “Le Reti Associative: sfide e opportunità per il Terzo Settore”.

 

Un corso proposto al termine del percorso canonico di studi accademici che, in virtù delle disposizioni per contenere i contagi da Covid-19, ha subito alcune modifiche nell’organizzazione per essere poi sviluppato in una serie di incontri online distribuiti su quattro moduli, da settembre a dicembre 2020. Il primo è stato proprio quello dello scorso fine settimana in cui, dalle 16:00, i presidenti delle quattro principali realtà del Terzo Settore sono stati ospiti di un dibattito sui prossimi impegni che attenderanno gli enti impegnati in questo ambito. Oltre alla portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, che ha tenuto una vera e propria lectio magistralis, sono intervenuti i presidenti Nazionali di AVIS, Gianpietro Briola, e ANPAS, Fabrizio Pregliasco, mentre in rappresentanza di Croce Rossa Italiana e Misericordie d’Italia sono intervenuti, rispettivamente, Pasquale Morano e Gianni Staderini.

 

Attraverso quattro moduli, il corso punta a coinvolgere gli operatori impegnati nei servizi socio-sanitari e coloro che voglio acquisire sempre maggiori competenze in questo ambito così da formare una vera e propria nuova classe dirigente per il Terzo Settore. Figure in grado di gestire questioni pratiche e organizzative nonché favorire il raggiungimento di livelli di benessere sociale a livello locale, nazionale e internazionale. «Tutto è nato quattro anni fa a seguito di una collaborazione con la Croce Rossa dell’Emilia Romagna – racconta il professor Andrea Bassi, direttore del Corso di Alta Formazione – e successivamente l’iniziativa è stata estesa anche a quella Nazionale e ad ANPAS e Misericordie d’Italia. Da quest’anno ci fregiamo anche della collaborazione con AVIS Nazionale». Uno scopo nobile, quello del corso che, per una piacevole coincidenza, è stato inaugurato a ventiquattrore di distanza dall’ok che la Conferenza Stato-Regioni ha dato all’introduzione del RUNTS (il Registro unico nazionale del Terzo Settore): «Siamo molto soddisfatti perché questo dà ancora più valore alla necessità di coinvolgere persone di fasce d’età diverse, così da superare il gap generazionale e accrescere in ciascuno la consapevolezza di quanto sia prezioso l’impegno in questi enti», ha concluso il professore.

 

A dare il via ai lavori è stato il direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’università di Bologna, il professor Filippo Andreatta: «Il corso assume ancor più valore quest’anno alla luce dei comportamenti che alcuni Paesi hanno manifestato nel corso della pandemia. Anziché collaborare e ascoltare, in più frangenti ci si è chiusi dietro veri e propri muri, puntando a un isolamento dannoso per tutti. In questa occasione vogliamo ribadire quanto sia importante che la società reagisca con forme di solidarietà collettiva: ecco perché siamo fieri di questa nuova edizione del master».

 

Reagire con forme di solidarietà collettiva è l’espressione che meglio descrive il senso delle reti associative, sottolineato più volte dalla portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, nel corso del suo intervento: «Il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni apre la strada alla fase operativa che porterà tutte le realtà impegnate in questo ambito ad allinearsi alle direttive indicate nel provvedimento. L’obiettivo del RUNTS va proprio in questa direzione, puntando a chiarire chi davvero fa del Terzo Settore la propria area di competenza e decide di affrontarla con trasparenza, metodo e garanzia di affidabilità per chi ci lavora e per la collettività a cui si rivolge». Ancora nessuna risposta da parte dell’Unione Europea per la definitiva approvazione della parte fiscale del Registro Unico: «C’è ancora in corso un tavolo con l’Agenzia delle Entrate per la corretta interpretazione degli articoli 6, 7 e 79 del Codice – spiega Fiaschi a un corsista che ha posto la domanda – Fondamentale sarà chiarire in particolare la scrittura di quest’ultimo, visto che ad oggi, per esempio, un ente rischia di passare il regime forfettario per poi dover ricostruire il proprio profilo finanziario alla fine dell’anno perché non autorizzato ad adottare quello specifico regime fiscale. Occorre fornire il tempo necessario agli enti per iscriversi al Registro Unico».

 

La necessità di un percorso di condivisione da realizzare all’interno della Rete è l’obiettivo ribadito non solo dai rappresentanti delle associazioni intervenute alla tavola rotonda, ma dallo stesso presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola: «Da sempre offriamo strumenti ad associati e dirigenti per gestire e organizzare l’associazione in maniera omogenea sul territorio – spiega – L’obiettivo è quello di far sì che promozione e valori siano uguali ovunque ci troviamo, nonostante la nostra attività risenta molto dell’organizzazione sanitaria che, spesso, non ci consente di rapportarci allo stesso modo con le singole Regioni. In merito al Registro Unico, poi, già dal 2019 AVIS è in linea con quanto previsto, con un Codice Etico e un Organismo di Vigilanza che intervengono sui comportamenti di ciascuno». Briola ha poi sottolineato l’importanza del bilancio sociale, uno dei requisiti indispensabili da presentare per iscriversi al RUNTS: «Un documento indispensabile, unito a una comunicazione attenta ed efficace, non solo per fare un’analisi della propria mission sociale e politica, ma anche per tutelare l’associazione stessa e la rete di cui fa parte, così da difendere l’etica nei confronti di terzi da danni eventuali che possano derivarne».

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