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Da SUPPORT-E alle apparecchiature per l’aferesi, così la Commissione Europea sostiene la raccolta del plasma iperimmune
21.09.2020

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Ammonta a 4 milioni di euro, la cifra che la Commissione Europea ha stanziato per SUPPORT-E, il progetto guidato dall’EBA (la European Blood Alliance) che grazie a organizzazioni partner di 14 Stati membri insieme a Regno Unito e Svizzera (per l’Italia partecipano il Centro nazionale sangue, il policlinico San Matteo di Pavia e l’Azienda socio sanitaria territoriale di Mantova), supporterà la valutazione clinica di alta qualità del plasma da convalescente per ottenere il consenso all’uso appropriato del CCP per il trattamento del Covid-19. Nei giorni scorsi la Direzione Generale Research and Innovation della Commissione Europea e i coordinatori dell’EBA, hanno firmato il Grant Agreement.

 

Prosegue quindi l’impegno, a livello europeo, nella ricerca per combattere il virus. In base a quanto risulta dal briefing sul CCP (Covid-19 Convalescent Plasma), pubblicato dalla Direzione Generale Salute e Sicurezza Alimentare della stessa Commissione Europea e nel quale viene spiegata l’attività di raccolta e donazione per contrastare il Covid-19 nei Paesi dell’area UE, sono 42 i centri ematologici in 18 Paesi che hanno aderito al progetto di raccolta del plasma iperimmune avviato in collaborazione con l’EBA.

 

Da mesi la Commissione sostiene l’uso terapeutico del plasma iperimmune, anche in virtù di incidenze molto basse di reazioni avverse, ma soprattutto per i segnali di efficacia. Il documento (in inglese) spiega come però siano necessarie maggiori informazioni sul protocollo di trattamento, dalle tempistiche delle trasfusioni, ai test e selezione dei donatori. L’UE, già nei mesi scorsi, aveva pubblicato le linee guida su raccolta e trasfusione di plasma da convalescente collaborando con gli operatori sanitari per raccogliere dati attraverso una piattaforma dedicata e sovvenzioni specifiche. Prima tra tutte quella per l’acquisto di attrezzature destinate alla plasmaferesi, un progetto che rientra nell’ambito dell’ESI (l’Emergency Support Instrument), il programma avviato dall’UE proprio per aiutare i Paesi membri più colpiti dalla pandemia.

 

Continuano ad aumentare le registrazioni di altri centri ematologici sul territorio europeo alla piattaforma, con nuovi dati, protocolli e info su donazioni e trasfusioni che saranno poi analizzati e pubblicati dall’EBA. Ma non solo. Caratteristica della piattaforma sarà quella di avere una dashboard in cui i dati delle attività dei singoli centri ematologici potranno essere visualizzati da qualsiasi organizzazione o cittadino.

 

Attualmente sono in corso studi randomizzati controllati in Francia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Italia, Belgio, Spagna e Regno Unito.

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