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A Ragusa la donazione si promuove anche in tribunale

In collaborazione con la Procura della Repubblica, nei giorni scorsi l’Avis Comunale ha promosso una serie di incontri per sensibilizzare sulla cultura della solidarietà. Tra gli appuntamenti, anche una conferenza con l’Ordine degli Avvocati

 

Quaranta nuovi soci dagli uffici giudiziari della città. È il frutto dei due incontri che, nei giorni scorsi, Avis Comunale Ragusa ha tenuto nel Palazzo di Giustizia per promuovere la formazione, la prevenzione e la cultura del dono anche nel mondo della magistratura.

 

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In accordo con il Procuratore della Repubblica, Fabio D’Anna, e il presidente del tribunale, Vincenzo Panebianco, infatti, i volontari avisini, insieme al presidente Paolo Roccuzzo, hanno organizzato due conferenze con magistrati e personale del tribunale per spiegare come funziona il settore trasfusionale e l’impegno quotidiano di migliaia di donatori. Nel corso delle giornate informative, per le quali la Procura ha messo a disposizione le aule generalmente deputate alle udienze, decine di persone hanno avuto modo di compilare i moduli di iscrizione, effettuare le visite mediche con tanto di elettrocardiogramma e diventare così, a tutti gli effetti, soci di una sede, quella di Ragusa, che già da tempo vanta numeri straordinari in termini di donazioni e donatori.

«Calcoli alla mano – spiega il presidente Paolo Roccuzzo – oltre il 20% del personale del tribunale grazie a noi è diventato donatore di sangue. Credo che in nessun’altra città italiana vi sia un caso simile. Per noi si tratta di un modello virtuoso che vorremmo diventasse l’apripista per iniziative del genere anche in altre località. Non ci sono stati protocolli d’intesa o altri accordi ufficiali, tutto questo è la dimostrazione di ciò che avviene quando “scocca la scintilla” e i sentimenti delle persone fanno il resto. È il frutto di un lungo lavoro di dialogo e collaborazione che da tempo portiamo avanti con le istituzioni cittadine e per questo ringrazio la Procura per la disponibilità e la sensibilità mostrate verso la nostra causa».

 

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«Devo ammettere che da quando svolgo le funzioni di Dirigente della Procura della Repubblica di Ragusa più volte ho coinvolto il mio ufficio in iniziative che hanno messo in relazione l’istituzione giudiziaria con la cosiddetta “società civile” – racconta il Procuratore Fabio D’Anna – iniziative che hanno visto, per esempio, aprire le porte del Palazzo di Giustizia alla cittadinanza per far conoscere l’attività giudiziaria o quelle che, molto più spesso, hanno visto i magistrati incontrare i ragazzi nelle scuole per promuovere la cultura della legalità. Avis, soprattutto qui a Ragusa, è un punto di riferimento per il lavoro che svolge ogni giorno, forte di una rete di cittadini solidali che la rende un’eccellenza in ambito nazionale. Per questo quando il presidente Roccuzzo mi ha prospettato la possibilità di organizzare degli incontri per diffondere la cultura del dono ho subito accettato».

Ma c’è dell’altro. Tra gli incontri organizzati nei giorni scorsi ce n’è stato uno anche presso la Sala delle adunanze del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ragusa. Un’occasione in cui è stato ribadito come la responsabilità sociale dell’avvocato si basi sulla constatazione che quella forense è sì libera professione in cui il legale offre rappresentanza e difesa al proprio cliente, ma anche dato essenziale della funzione di rilievo pubblicistico che l’avvocato stesso riveste. Come ha sottolineato la presidente dell’Ordine, Emanuele Tumino, «partecipare all’attività del nostro Paese, aiutare e supportare i più deboli e coloro che non hanno possibilità è un dovere da svolgere con passione, ma anche un elemento caratterizzante della nostra professione. Sensibilizzare gli iscritti sull’importanza della donazione del sangue è un impegno che ho assunto anche alla luce di quanto la pandemia ci ha tolto, pur regalandoci allo stesso tempo maggiore attenzione alle tematiche sanitarie».

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