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Anche chi ha effettuato il vaccino all’estero può ottenere il Green Pass

La circolare del Ministero della Salute conferma che le somministrazioni sono riconosciute come equivalenti a quelle effettuate nel nostro Paese

Anche chi ha ricevuto il vaccino contro il Covid all’estero potrà vedersi rilasciare il Green Pass. Lo conferma la circolare diffusa dal Ministero della Salute, con la quale si ribadisce la validità delle somministrazioni e la loro equivalenza “a quelle effettuate nell’ambito del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2”.

 

I vaccini in questione sono quelli il cui titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio è lo stesso dell’Unione Europea:

  • Covishield (Serum Institute of India), prodotti su licenza di AstraZeneca;
  • R-CoVI (R-Pharm), prodotto su licenza di AstraZeneca;
  • Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), prodotto su licenza di AstraZeneca.

 

Queste somministrazioni, specifica il Ministero, sono da considerarsi valide per l’emissione del Green Pass a favore dei cittadini italiani (anche residenti all’estero), dei i loro familiari conviventi e dei cittadini stranieri che vivono in Italia per motivi di lavoro o studio, indipendentemente dal fatto che siano iscritti al Servizio Sanitario Nazionale o al SASN (Assistenza Sanitaria al Personale Navigante), nonché di tutti i soggetti iscritti a qualunque titolo al Servizio Sanitario Nazionale che sono stati vaccinati all’estero contro il SARS-CoV-2.

 

Le certificazioni di vaccinazione rilasciate dalle autorità sanitarie nazionali competenti estere, a seguito di vaccinazione con vaccini autorizzati da EMA o con i vaccini equivalenti come quelli citati, sono considerate come equipollenti alla certificazione verde COVID-19 per le finalità previste dalla legge.

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