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Angelo Corno e una storia lunga 400 donazioni

Un cammino iniziato appena compiuti 18 anni. Nei giorni scorsi lo straordinario traguardo tagliato insieme alla sua Avis, la Comunale di Bernareggio

Ha quasi timore di raccontarlo. Non c’era il desiderio di tagliare un traguardo simile perché si parlasse di lui. Solo la volontà di fare qualcosa di concreto per dare una mano agli altri. Per assicurare terapie e speranza di vita a tanti pazienti. Impegno, costanza, cittadinanza attiva, solidarietà: tutto questo ha spinto Angelo Corno a donare per 400 volte.

Angelo Corno durante la sua 400esima donazione

Lui è un donatore, o meglio, «un avisino a tutto tondo», come lo definisce Gabriele Cadario, il presidente della sua sede Avis, la Comunale di Bernareggio. In questo piccolo comune della provincia di Monza-Brianza, Angelo inizia a fare volontariato in associazione prima ancora di diventare maggiorenne, su spinta di suo padre: «Ricordo che il mio compito era quello di consegnare le tessere ai nuovi donatori, quindi Avis ha sempre fatto parte di me e della mia storia». Oltre ad essere membro del consiglio direttivo, è stato consigliere dell’Avis Provinciale Monza-Brianza e, prima ancora, della Regionale Lombardia. Ma Angelo non si sente importante per questo suo impegno, anzi: «Quando il presidente mi disse che AVIS Nazionale mi voleva intervistare, quasi non ne avevo voglia. Poi però ho capito che raggiungere 400 donazioni può essere un esempio e un incentivo per tanti giovani». Le prime 42 sono state di sangue intero poi, da quando ha aperto l’unità di raccolta plasma a Limbiate, Angelo viagga su una media di 17 plasmaferesi all’anno: «Per me è diventata una piacevole abitudine – racconta – il sabato mattina mi presento di buonora, così da essere in tempo per entrare in ufficio e non dover chiedere il permesso. È un momento di aggregazione e di gioia insieme ai miei amici con cui compiamo questo gesto. Il sangue non si fabbrica, può solo essere donato: spero che tante ragazze e ragazzi lo capiscano perché, se come nel mio caso, la salute ci assiste, abbiamo l’obbligo morale di fare qualcosa per gli altri».

Angelo insieme al presidente dell’Avis Comunale di Bernareggio, Gabriele Cadario

E comunque in questa piccola realtà brianzola le nuove generazioni pian piano si stanno facendo avanti: «Più le ragazze, ad essere sinceri – spiega il presidente Gabriele Cadario – facciamo un po’ di difficoltà a reperire i maschietti nati dal 2000 in poi. Le giovani sono un po’ più consapevoli. Quello di Angelo è un esempio non solo per i donatori di domani, ma per tutta la nostra associazione. So che a lui non piace apparire, ma era il giusto riconoscimento per lo straordinario impegno e la solidarietà che mette ogni giorno in ciò che fa. A Bernareggio è una vera e propria istituzione e noi non possiamo fare altro che ringraziarlo ed essere fieri di averlo qui».

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