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AVIS e Federazione donatori francesi: un connubio sempre più solido

Rafforzare la sinergia oltre i confini nazionali per il raggiungimento di traguardi comuni. Con questo obiettivo si è intensificato, negli ultimi mesi, il dialogo tra AVIS e la FFDSB - Fédération Française pour le Don de Sang Bénévole (Federazione francese per il dono volontario di sangue).

Ultimo, in ordine di tempo, l’appuntamento dello scorso fine settimana a Milano, nel corso del quale il nostro Consiglio nazionale ha incontrato una delegazione composta dal Presidente Jacques Allegra e dalla referente delle politiche sanitarie Maryannick Jaouen-Ravasse (nella foto qui sotto).

 

 

Presidente Allegra, che cosa ha stimolato e rafforzato i rapporti tra le nostre due associazioni?

«Prima di tutto ci accomunano i valori, le origini e la storia. La nostra Federazione nacque, infatti, nel secondo dopoguerra con lo stesso intento che spinse il dottor Formentano a fondare AVIS: garantire a tutti, e soprattutto ai non abbienti, l’accesso gratuito a scorte di sangue sicuro e di qualità, ponendo così fine a un sistema che prevedeva la retribuzione dei donatori.

Volgendo lo sguardo al presente, siamo due tra le più grandi associazioni europee della FIODS, la Federazione internazionale delle organizzazioni di donatori di sangue, che concorrono a promuovere, in tutti i continenti e al fianco dell’Organizzazione mondiale della sanità, un modello di donazione basato sul volontariato, l’anonimato, la gratuità e la periodicità.

Un altro aspetto in comune è l’obiettivo dell’autosufficienza di plasma, che per la Francia è ancora molto lontano, visto che siamo in grado di garantire solo il 35% del fabbisogno interno.

Sulle modalità per il raggiungimento di questo traguardo è opportuno sottolineare che ci sono delle differenze organizzative sostanziali tra le nostre due nazioni. Se in Italia il Terzo settore è direttamente coinvolto nella raccolta di sangue attraverso propri centri fissi o mobili, in Francia questa attività è gestita esclusivamente dall’EFS – Etablissement français du sang, ente pubblico gestito direttamente dal Ministero della Salute pubblica.

La strada per poterci finalmente affrancare dall’importazione di farmaci plasmaderivati proveniente dall’estero è ancora lunga e per questo motivo guardiamo con molto interesse le recenti novità introdotte in Italia dal DL aiuti, che stanzia importanti contributi economici a favore delle associazioni come AVIS, e soprattutto dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza, che ha previsto l’erogazione di ben 7 milioni di euro annui per incentivare la donazione e la raccolta di plasma. Si tratta di segnali importanti che testimoniano in modo concreto l’importanza e la centralità che le istituzioni italiane attribuiscono al settore trasfusionale. Il nostro auspicio è che anche le autorità sanitarie francesi possano dimostrare la medesima attenzione per un ambito assolutamente strategico per la salute pubblica».

Positivo anche il commento di Alice Simonetti, componente dell’Esecutivo di AVIS Nazionale e referente per la cooperazione internazionale: «Siamo molto felici per questo primo incontro in presenza tra le nostre associazioni. A fronte delle poche, seppur rilevanti, differenze strutturali tra il sistema italiano e quello francese, la storia e i valori che accomunano AVIS e FFDSB ci hanno permesso di avviare uno stimolante dialogo su tanti temi tra cui la difesa del valore etico della donazione, soprattutto a livello europeo dove si sta affrontando una rilevante revisione della normativa in materia, la cooperazione internazionale e il ruolo dei giovani volontari, cui faremo seguire tanti progetti e occasioni di incontro a partire dall’anno nuovo».

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