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Brescia, il viaggio in metro porta ad Avis

Una delle carrozze adibite al trasporto pubblico è stata allestita con messaggi che promuovono la donazione, serigrafie e seggiolini con il logo dell’associazione. E grazie a un QR Code è possibile collegarsi al nuovo sito di Avis Provinciale, promotrice del progetto, dove trovare tutte le info necessarie e iscriversi

 

Da oggi prendere la metro avrà tutto un altro significato. Almeno a Brescia. È stata infatti presentata nei giorni scorsi la carrozza interamente allestita a tema AVIS, con messaggi che promuovono la donazione, serigrafie sulle pareti e seggiolini con il logo dell’associazione. L’obiettivo è quello di veicolare l’impegno avisino nel maggior numero di persone possibili e trovare nuovi donatori.

Il progetto è frutto dell’iniziativa che Avis Provinciale Brescia ha lanciato in collaborazione con l’Amministrazione comunale e con Brescia Mobilità, la società che gestisce il trasporto pubblico locale: «Ci stavamo lavorando da circa un anno – racconta il presidente Gabriele Pagliarini – perché mai come in questo territorio c’è bisogno di garantire costantemente l’autosufficienza di emocomponenti. Tutto ciò che viene raccolto viene poi trasfuso, quindi non possiamo correre il rischio di non soddisfare il fabbisogno di ospedali e pazienti».

È significativo che proprio in questa città, che insieme a Bergamo ha pagato il prezzo più alto all’emergenza pandemica, sia stato avviato un progetto simile: «La metropolitana trasporta ogni giorno migliaia di passeggeri, quindi abbiamo pensato fosse utile “sfruttarla” per veicolare un messaggio così importante come quello della cultura della solidarietà».

Oltre alle serigrafie e ai seggiolini, sui sostegni sono appesi dei cartoncini con sopra impressi dei QR Codeche, se inquadrati dalla fotocamera dello smartphone, permetteranno di collegarsi al sito di Avis Provinciale Brescia, appena rinnovato, dove compilare la domanda per richiedere di iniziare a donare. Un sistema permetterà poi capire quante iscrizioni saranno pervenute attraverso questa procedura, così da valutare se e come implementare il servizio: «Soprattutto per i giovani questo strumento può essere determinanteaffinché si avvicinino all’associazione e a questo mondo. Se riuscissimo a tagliare il traguardo delle 70mila donazioni annue, i territori di Brescia e provincia sarebbero autosufficienti al 100%. Per fare questo – conclude Pagliarini – è necessario individuare sempre nuove strategie per raggiungere la popolazione. Se questo progetto ci aiuterà ad aumentare il numero di donatrici e donatori siamo pronti ad adottarlo anche su autobus e altri mezzi di trasporto».

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