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AVIS e FNOPI firmano un protocollo su buon uso del sangue ed educazione alla salute

L’accordo è stato stretto nella giornata di venerdì 11 febbraio a Roma. Briola: «Che sia il primo passo per aumentare il personale nelle strutture trasfusionali». Mangiacavalli: «L’infermiere specializzato è garanzia di controllo e utilizzo degli emocomponenti»

Costruire un sistema di rapporti che porti a promuovere l’educazione alla salute, la solidarietà e la cultura della donazione del sangue. È con questi obiettivi che oggi, venerdì 11 febbraio, a Roma, AVIS Nazionale e FNOPI (la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche) hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che impegna entrambe le realtà a collaborare sui temi di interesse comune: dal buon uso degli emocomponenti alla relazione con i cittadini, passando per la sicurezza delle procedure e l’informazione sanitaria.

Clicca qui per leggere il protocollo d’intesa

Per fare questo, AVIS e FNOPI, si legge nel testo firmato, “attivano un tavolo di lavoro comune composto da due rappresentanti di ciascuna, che possono avvalersi, in caso di necessità, anche di esperti esterni. Il tavolo nazionale svolgerà azione di coordinamento e monitoraggio di eventuali attività promosse, anche attraverso l’eventuale stipula di accordi attuativi, a livello locale tra gli Ordini provinciali della Federazioni e le sedi territoriali avisine”.

In particolare, “le Parti si impegnano ad accogliere, in qualità di ospite, il personale dell’altra Parte eventualmente impegnato nelle attività di collaborazione, che sarà tenuto ad uniformarsi ai regolamenti disciplinari di sicurezza e di protezione sanitaria in vigore nella Parte ospitante”.

Come ha spiegato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, a margine della firma, «la prevenzione e l’educazione sanitaria passano per un uso consapevole di sangue, plasma e farmaci plasmaderivati, nonché attraverso la consapevolezza del ruolo indispensabile e insostituibile del donatore. Questo accordo con FNOPI rafforza ulteriormente il ruolo dell’infermiere nell’ambito dell’attività trasfusionale. Promuovere una corretta informazione in termini di tutela della salute è un servizio fondamentale per la società di cui siamo parte, così come lo è conservare il valore etico, periodico e gratuito della donazione di emocomponenti. Oggi il nostro sistema sanitario ha di fronte a sé un obiettivo strategico da centrare: aumentare il personale all’interno delle unità di raccolta. Il Covid ha confermato che la disponibilità dei donatori, nonostante le difficoltà, c’è sempre stata, ma spesso le attività trasfusionali si sono fermate proprio per le situazioni di affanno in cui vertevano le strutture. Allontanare le persone dalla donazione è il danno peggiore che possiamo generare, ecco perché spero che questo protocollo d’intesa sia l’apripista verso la riorganizzazione di cui tutti abbiamo bisogno».

Soddisfatta la presidente di FNOPI, Barbara Mangiacavalli: «Gli infermieri hanno tra i loro compiti la presa in carico del donatore e del ricevente durante tutto il percorso trasfusionale e secondo un accordo Stato-Regioni del 2012 sono formati in modo specifico per questo. Ma questa specificità non è riconosciuta in termini valoriali e professionali da aziende e istituzioni, mentre, anche con protocolli condivisi e tecnologie adeguate, l’infermiere specializzato può garantire il controllo delle trasfusioni e il buon uso del sangue, così come oggi avviene negli ospedali. Il protocollo con AVIS, per garantire una compliance totale ai cittadini, ha tra gli obiettivi anche quello della promozione del ruolo e della specificità infermieristica».

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