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Cancro infantile, l’importanza di far progredire le terapie

In occasione della Giornata mondiale, l’impegno di associazioni e genitori per sensibilizzare l’opinione pubblica sui tumori pediatrici e sull’impatto che provocano sui piccoli pazienti e i loro familiari

 

Circa 1.400 diagnosi di nuovi casi di neoplasia nella fascia d’età 0-14 e altri 600-800 tra i 14 e i 20 anni. Sono alcuni dei numeri registrati ogni anno nel nostro Paese in merito ai tumori pediatrici. Dati che invitano a una riflessione accurata e non solo perché il 15 febbraio ricorre la Giornata mondiale contro il cancro infantile.

In base a “I numeri del cancro in Italia”, il report che ogni anno viene realizzato da AIOM (l’Associazione Italiana di Oncologia Medica) e che scatta una fotografia piuttosto nitida sulla situazione generale, le neoplasie più frequenti del bambino sono le leucemie acute (circa 450-500 nuove diagnosi per anno), seguite dalle forme che coinvolgono il sistema nervoso centrale. È poi peculiare dell’età pediatrica la presenza di alcuni istotipi nei primi anni di vita (ad esempio il tumore di Wilms, il neuroblastoma o il retinoblastoma), mentre altre neoplasie si manifestano tipicamente nell’età adolescenziale (osteosarcoma, linfomi di Hodgkin, tumori della tiroide, che sono forse l’unica neoplasia con una prevalenza di genere, quello femminile). Nel corso degli anni, il trattamento di queste forme ha rappresentato uno dei principali successi della medicina moderna. Abbiamo infatti assistito a un deciso aumento dei tassi di sopravvivenza per i bambini affetti da queste malattie, passando dal 30% circa negli anni ‘60 all’80% nell’ultimo decennio. Stime ufficiali dicono che oggi un ventenne ogni 800 sia un soggetto guarito da una neoplasia sofferta nell’età pediatrica.

I progressi nelle metodologie d’approccio diagnostico hanno portato a una migliore comprensione dei meccanismi alla base dello sviluppo dei tumori pediatrici, ponendo le basi per l’adozione di trattamenti personalizzati. Si tratta di procedure che in oncoematologia pediatrica non stanno soltanto a significare lo sviluppo di strategie che consentano di aggredire specifici bersagli molecolari, ma anche consentire una migliore stratificazione del rischio dei pazienti al fine di modulare l’intensità dei trattamenti. L’esempio più calzante è rappresentato dall’analisi della malattia residua minima e delle alterazioni molecolari a significato prognostico nelle leucemie acute linfoidi e mieloidi del bambino: queste valutazioni rappresentano oggi uno strumento di monitoraggio imprescindibile per guidare il trattamento, ma anche per monitorare la risposta ai trattamenti.

Ogni anno l’International Childhood Cancer Day (ICCD) vuole essere un momento globale per sensibilizzare l’opinione pubblica sui tumori infantili e per esprimere sostegno a bambini e adolescenti con il cancro, a coloro che sono guariti e a tutte le loro famiglie. Con questa Giornata si vogliono promuovere temi e sfide rilevanti, sottolineare l’impatto che il cancro genera e, soprattutto, fare luce sulla necessità di garantire un accesso più equo al trattamento e alla cura per tutti questi piccoli pazienti in ogni parte del mondo. La Giornata è stata istituita dall’Organizzazione mondiale della Sanità e, in particolare l’evento annuale, così come è celebrato attualmente, è promosso da Childhood Cancer International (CCI), una rete globale di centinaia di associazioni e reti di associazioni di genitori di oltre 90 Paesi e 5 continenti. Si tratta della più grande rete esistente nel mondo a supporto dei pazienti con il cancro e dei loro familiari.

Childhood Cancer International è impegnata a far progredire le cure, a trasformarle e a infondere speranza a tutti i bambini e adolescenti con diagnosi di cancro. Non è la sola organizzazione a riconoscere l’impatto devastante delle neoplasie infantili su bambini e famiglie. Nel settembre 2011, infatti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha emesso una dichiarazione politica che riconosce quattro principali malattie non trasmissibili (cancro, malattie cardiovascolari, diabete e malattie respiratorie croniche) come le maggiori cause di morte di adulti e bambini. Purtroppo, il cancro infantile continua a essere quella principale. A livello globale, ogni anno vengono diagnosticati tumori a più di 400.000 bambini. Circa l’80% vive in Paesi a basso reddito, dove oltre l’80% dei bambini muore a causa della malattia. Nei Paesi sviluppati, al contrario, oltre l’80% sopravvive al cancro con la speranza di vivere vite produttive e significative.

In occasione del 15 febbraio, tutti i membri di CCI si uniscono per fare del cancro infantile una priorità nazionale e globale in termini di salute, al fine di garantire risorse adeguate per soddisfare i diritti fondamentali dei bambini malati di cancro.

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