«Le nostre sedi locali si sono attivate da giorni per organizzare e coordinare al meglio le raccolte ordinarie e straordinarie, così da rispondere nella maniera più efficace agli appelli del Centro nazionale sangue. E i primi risultati si stanno già riscontrando». È uno dei passaggi più significativi delle dichiarazioni che il presidente di AVIS Nazionale, Oscar Bianchi, ha rilasciato a trasmissioni radio e tv nelle quali è stato ospite in questi giorni.
Gli interventi di Bianchi sono stati susseguenti alla nota diramata la scorsa settimana dal Centro nazionale sangue con cui veniva annunciata una carenza di sangue gruppo 0+ in Campania, Lazio e Sicilia, con impossibilità di procedere alla compensazione da parte di altre regioni. Come ha spiegato il presidente durante l’edizione domenicale del Tg3, «alcuni territori come Lombardia ed Emilia Romagna hanno già provveduto a mettere a disposizione le emazie per le aree più in difficoltà. Negli anni questa criticità si riscontrava già durante il mese di agosto, quest’anno siamo arrivati a settembre: ciò che dobbiamo tenere ben presente è che i donatori ci sono, ma l’attività di raccolta viene a volte messa in difficoltà dall’organizzazione delle strutture sanitarie che spesso non riescono ad accogliere tutti».

L’importanza del ruolo di donatrici e donatori è stata ripresa da Bianchi anche in un’intervista rilasciata al TG2 durante la tradizionale Regata Storica tenutasi a Venezia domenica 6 settembre. Facendo una significativa similitudine, ha spiegato che «l’acqua da sempre è segno di vita, collaborazione e lavoro. Ogni giorno AVIS porta negli ospedali questa linfa vitale che è il sangue, così centrale per garantire cure ai pazienti e il regolare svolgimento delle attività ospedaliere. Oggi siamo qui per ribadire quanto è importante compiere questo gesto. Come per i veneziani l’acqua ricopre un ruolo centrale, così sangue e plasma sono fondamentali per tante persone. Grazie a oltre un milione e mezzo di donatori, ogni anno garantiamo più di due milioni di donazioni: si tratta di un gesto semplicissimo che richiede pochissimo tempo per essere effettuato. A noi non costa nulla, per chi ne ha bisogno significa avere la possibilità di curarsi e di vivere».

La tempestività e la capacità con cui l’associazione ha reagito e sta reagendo alla sollecitazione del CNS sono state ricordate da Bianchi sulle colonne di Vita, oltre che ai microfoni di Radio24, insieme a un appello a continuare a donare andato in onda in diverse edizioni del TG5 nella giornata di lunedì 7 settembre.
Martedì 8, inoltre, il presidente è stato ospite, insieme alla direttrice del Centro nazionale sangue, Luciana Teofili, di Uno Mattina. Durante la trasmissione su Rai 1, proprio la professoressa Teofili ha contribuito a fare chiarezza sulla situazione attuale: «La carenza che stiamo riscontrando è anche effetto delle alte temperature che stanno caratterizzando il periodo estivo – ha detto la professoressa – molte persone, infatti, per paura di cali di pressione o malesseri hanno rinviato la loro raccolta. Tuttavia, è bene ricordare che questo rischio non c’è e che il personale sanitario è sempre a disposizione di chi va a donare, dall’inizio alla fine della procedura, quindi non c’è pericolo». Un concetto che è stato ribadito anche dal nostro presidente, Oscar Bianchi: «Donare significa fare del bene agli altri e anche a se stessi, visto che grazie agli esami che vengono effettuati è possibile monitorare il proprio stato di salute. Quindi, mi raccomando, ricordiamoci sempre che anche con temperature elevate si può donare, così da garantire terapie per i pazienti cronici e scorte di emocomponenti per gli ospedali». Nel corso della trasmissione, la professoressa Teofili ha poi provato a spiegare i numeri di questa carenza: «Il problema non è il dato di per sé, che non sarebbe nemmeno altissimo, il problema è che il calo è stato riscontrato in aree che, già in condizioni normali, fanno fatica. In ogni caso, l’obiettivo del raggiungimento dell’autosufficienza è chiaro a noi come istituzione e alle stesse regioni, quindi confidiamo che con l’impegno comune e il lavoro di coordinamento del CNS la situazione tornerà alla normalità».





