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Chikungunya Virus: scattano le misure di prevenzione per il 2026

Come per il West Nile, anche in questo caso il Centro nazionale sangue dispone la sospensione temporanea di 28 giorni o l’esecuzione del test CHIKV NAT su tutti i donatori

 

Sono scattate le misure di sicurezza per prevenire la trasmissione del virus della Chikungunya per via trasfusionale. Dopo il West Nile, insomma, occorre difendersi anche da un’altra forma virale, in particolare se si è donatori o donatrici di sangue ed emocomponenti.

La Chikungunya (CHIKV) è una malattia causata da un virus che appartiene alla famiglia delle Togaviridae (Arbovirus), del genere degli Alphavirus. Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, spiega lo stesso Centro nazionale sangue, si possono manifestare sintomi simili a quelli dell’influenza, con febbre alta, brividi, nausea, vomito, cefalea e soprattutto importanti dolori articolari (da cui deriva il nome Chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”), a causa dei quali i pazienti tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni che consentano di limitare il dolore.

Il quadro è accompagnato, in alcuni casi, da manifestazioni cutanee maculopapulari pruriginose, che talora possono assumere caratteristiche di tipo emorragico benigno (petecchie, ecchimosi, epistassi, gengivorragie). Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, anche se i dolori articolari possono persistere anche per molti mesi.

Le complicanze più gravi sono rare e possono essere di natura emorragica o neurologica, soprattutto nei bambini. In rarissimi casi la chikungunya può essere fatale, più che altro in soggetti anziani con sottostanti patologie di base.

Le disposizioni del Centro nazionale sangue prevedono di:

  • rafforzare, in tutti i Servizi trasfusionali e nelle Unità di raccolta, l’indagine anamnestica di selezione, prevista dalle vigenti disposizioni normative, accertando se il donatore ha soggiornato, anche per poche ore, nell’area interessata dal provvedimento.
  • applicare il criterio di sospensione temporanea di 28 giornidal rientro per i donatori che abbiano soggiornato anche per poche ore nel comune interessato o, in alternativa, l’esecuzione del test CHIKV NAT;
  • sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da CHIKV, oppure in caso di diagnosi di infezione da CHIKV, nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information).

 

Qui di seguito le aree del Paese interessate dalle misure di prevenzione:

  • 4 settembre 2026 – Comune di Roma: provvedimento disposto a seguito della segnalazione di un caso autoctono confermato di infezione in un soggetto residente nel comune di Roma.

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