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Come cambia la vita dei pazienti ematologici: la campagna di AIL

Si intitola “Non vedo l’ora” ed è l’iniziativa nata per porre l’attenzione su come cambia la condizione emotiva delle persone a seguito della diagnosi. Uno stravolgimento della quotidianità che coinvolge anche i familiari

 

Un percorso sofferto da affrontare, in molti casi, insieme alla propria famiglia. La mancanza della quotidianità, anche dei momenti più noiosi o meno divertenti. Lo stravolgimento di una vita che, magari per lungo tempo, deve iniziare ad essere vissuta lontano da casa. È quello che AIL (l’Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma) vuole raccontare attraverso “Non vedo l’ora”, la nuova campagna firmata dall’agenzia Gibbo&Lori con Paolo Lentini e in collaborazione con la sezione di Milano.

L’iniziativa punta a sottolineare gli effetti che la diagnosi di un tumore del sangue provoca non solo sul paziente, ma anche sulle persone a lui vicine, e il vissuto emotivo nel doversi preparare a un lungo e complesso percorso terapeutico. Tutto quello che fino a poco prima era considerato normale, ripetitivo e dato per scontato, diventa un qualcosa che manca e che il paziente, appunto, non vede l’ora di tornare a riavere. Dalla partecipazione alla riunione di condominio fino all’annosa ricerca di un parcheggio, passando per l’incontro con i professori del figlio o la cena dalla suocera. La campagna si focalizza proprio su quanto spesso la malattia porti a sentire la mancanza dei piccoli gesti, di una quotidiana normalità.

Lo spot narra tutto questo e rappresenta l’impegno concreto di AIL nel restituire a tutti la propria quotidianità: «Cerchiamo di alleviare le paure e i bisogni dei malati – spiega il presidente di AIL, Giuseppe Toro – con l’obiettivo di sensibilizzare costantemente anche le istituzioni a non lasciarli soli. Lo spot ben traduce come AIL sostiene le necessità dei pazienti attraverso i servizi socio-sanitari che mette in campo, cercando di restituire un ritorno alla normalità».

“Non vedo l’ora” è stata girata con il regista Tobia Passigato in un’ala dismessa dell’ospedale Niguarda di Milano. Insieme alla casa di produzione The BigMama, in una stanza vuota è stata progettata e realizzata una camera sterile con un vetro per dividere i due protagonisti. Parte delle scene sono state girate senza vetro per non rendere troppo evidente il riflesso e permettere così di mantenere il colpo di scena finale. La riuscita emotiva dello spot è stata ottenuta anche grazie all’interpretazione degli attori, Laura Serena e Andrea Carabelli.

«Di solito cerchiamo, attraverso il nostro lavoro, di trovare sempre una verità in cui tutti possiamo riconoscerci, qualcosa di forte da dire, un messaggio che non lasci indifferente – raccontano Gibbo&Lori –  In questo caso, lo spunto nasce da una visita che abbiamo fatto all’Istituto dei Tumori di Milano. Ci hanno fatto vedere che i pazienti vivono in stanze sterili con un vetro che li separa dai parenti in visita anche, a volte, per mesi. In quel momento abbiamo pensato: qualsiasi cosa è meglio che stare qui. Al loro fianco c’è qualcuno che si impegna per farli tornare alla vita di tutti i giorni. Ci auguriamo di raggiungere più persone possibili e sostenere AIL nella lotta contro i tumori del sangue».

 

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