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Concorsi pubblici, il 15% dei posti per i volontari di servizio civile

Il Decreto legge PA è stato approvato in via definitiva in Senato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento rappresenta un riconoscimento all’esperienza di chi ha dedicato parte della propria vita al bene pubblico e al supporto della collettività

Da oggi nei concorsi pubblici il 15% dei posti sarà riservato agli operatori volontari che hanno concluso, senza demerito, il Servizio Civile Universale (SCU). È quanto prevede il Decreto legge PA approvato in via definitiva in Senato e pubblicato, nei giorni scorsi, in Gazzetta Ufficiale.

La misura contenuta nel testo, come si legge sul sito del Dipartimento per le politiche giovanili, “rappresenta un riconoscimento al valore e all’esperienza di chi ha prestato servizio come volontario dedicandosi, per un periodo della propria vita, alla cura del bene pubblico e sviluppando sempre di più senso civico e spirito di appartenenza alle nostre comunità”.

Soddisfazione per l’approvazione è stata espressa anche dalla presidente della CNESC (la Conferenza nazionale enti per il servizio civile), Laura Milani: «Una buona notizia frutto dell’impegno del ministro Abodi e che va nella direzione di valorizzare sempre più l’esperienza del servizio civile per i giovani. Un riconoscimento materiale, ma anche culturale dell’istituto, perché significa affermarne il valore non solo per chi sceglie di farlo, ma anche per la società intera, proprio alla luce della finalità del servizio civile di inclusione, di benessere per tutti e per tutte, di costruzione di una pace positiva. Un passo in avanti che, assieme al recente adeguamento ISTAT che aumenta a 507,30 euro il rimborso mensile, può incentivare e far crescere l’adesione dei giovani all’esperienza. Auspichiamo – conclude – che si facciano presto progressi anche nella promozione del servizio civile, nella direzione già tracciata da ministro, non solo per promuoverlo in modo continuativo nelle scuole e nelle università, contattando e informando i giovani in età da SCU, ma anche facendo crescere nel mondo dell’istruzione la cultura della nonviolenza e della solidarietà, anche coinvolgendo gli stessi enti di servizio civile».

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