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Così Avis Comunale Torino aiuta i medici in Tanzania

La sede ha donato un’autoemoteca per supportare le attività della Golfini Rossi Onlus, un’associazione che opera nel territorio di Rukwa tra i più poveri del Paese africano, e favorire così lo spostamento del personale sanitario tra i villaggi

Da oggi per i medici che intervengono nel territorio di Rukwa, tra i più poveri della Tanzania, spostarsi tra i villaggi della regione sarà meno complicato. È infatti diventata operativa l’autoemoteca che Avis Comunale di Torino ha donato alla Golfini Rossi Onlus, un’associazione che da anni collabora in quest’area con l’opera missionaria del monastero benedettino di Mvimwa per assicurare formazione continua su temi come igiene, salute e sicurezza alimentare.

 

L’iniziativa risale al 2019, in occasione del 90esimo anniversario di fondazione della sede torinese: «Dopo quarant’anni di servizio – racconta il presidene onorario, Graziano Cestino – la vettura non rispettava più le norme imposte per continuare a essere utilizzata e così cercammo di capire cosa fare, se rottamarla o cederla a chi ne potesse avere necessità. Una società di Pomezia (in provincia di Roma, ndr) che ci aveva già aiutato nell’allestimento di un’altra autoemoteca, ci mise in contatto con la Golfini Rossi Onlus perché stava cercando un mezzo per favorire lo spostamento del personale medico». Un’iniziativa che, sapendo fin dall’inizio quanto sarebbe stata utile specialmente in una zona così vasta, inizialmente non si è potuta concretizzare per via dello scoppio della pandemia.

 

Come infatti ricorda Tiziana Bernardi, presidente della Onlus, «il processo per inviare il mezzo è stato molto complicato, ma alla fine ci siamo riusciti. Il Covid ha bloccato tutto e anche l’inizio del 2021 ha pagato le difficoltà dell’anno precedente. Fortunatamente nel corso di questo 2022 siamo riusciti a far partire per la Tanzania anche sette gruppi di medici e studenti di Medicina e l’autoemoteca è così diventata operativa. Oggi viene utilizzata sia dai nostri medici che da quelli del distretto locale: durante l’anno ci ha permesso divisitare a bordo oltre 1500 bambini e di poterli accompagnare negli ospedali circostanti. L’area in cui operiamo è così vasta – conclude – da costringere le persone a percorrere giorni e giorni di cammino prima di riuscire a raggiungere un ambulatorio. Per questo diciamo grazie ad Avis, per facilitare il nostro lavoro e permettere a tanti pazienti di usufruire rapidamente delle cure necessarie».

 

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