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Così AVIS continua a sostenere le famiglie ucraine accolte in Italia

A due anni dallo scoppio della guerra, prosegue l’impegno della nostra Associazione al fianco dei profughi giunti nel nostro Paese. Il presidente Nazionale, Gianpietro Briola: «Atto doveroso nei confronti di chi ha più bisogno. L’integrazione passa da iniziative come questa: quando c’è da attivarsi, AVIS risponde presente»

Un contributo concreto per sostenere le famiglie scappate dalla guerra in Ucraina. È ciò che è stato consegnato domenica 25 febbraio ai profughi accolti in Italia grazie alla raccolta fondi “Donatori per la pace”, lanciata da AVIS Nazionale a seguito dell’invasione russa di ormai due anni fa.

In occasione dell’Assemblea della nostra sede Comunale di Cernusco sul Naviglio, Olha, Hanna, Svitlana e Oleksander hanno ricevuto un aiuto con cui la nostra associazione vuole continuare a sostenerli nella gestione delle spese quotidiane. Giunte esattamente due anni fa nel nostro Paese, le due famiglie sono riuscite a integrarsi, anche grazie alla sensibilità delle comunità locali che le hanno accolte (vivono entrambe in provincia di Milano): un piccolo grande passo verso una parvenza di nuova normalità dopo l’incubo della guerra.

Come ha sottolineato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, a margine della cerimonia, «quella di oggi è l’ennesima dimostrazione di cosa significhi essere volontari e cittadini attivi. Dal momento in cui si è generata un’emergenza umanitaria, come associazione ci siamo mossi immediatamente per accogliere queste persone. Lo stesso abbiamo fatto con i pazienti emofilici che scappavano dall’Afghanistan o aiutando le popolazioni di Siria e Turchia dopo gli effetti del terribile terremoto. Un impegno che vogliamo portare avanti, come già anticipato, anche in Medio Oriente. Queste famiglie si sono integrate, parlano ormai correntemente la nostra lingua e fanno capire che l’inclusione non solo è possibile, ma è un percorso doveroso da portare avanti. AVIS è stata e vuole continuare a essere artefice di tutto questo».

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