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“Dal dono del sangue al farmaco etico”, la tesi di laurea di Ilaria Voci dell’Avis Provinciale di Catanzaro

Ilaria Voci si è laureata in Farmacia all'università di Catanzaro e ha deciso di intitolare la sua tesi "Dal dono del sangue al farmaco etico: produzione e utilizzo dei farmaci emoderivati in Italia"Ilaria Voci si è laureata in Farmacia all'università di Catanzaro e ha deciso di intitolare la sua tesi "Dal dono del sangue al farmaco etico: produzione e utilizzo dei farmaci emoderivati in Italia"

La consapevolezza di quanto il dono di emocomponenti sia prezioso e, soprattutto, di quanto lo sia stato nei mesi cruciali della pandemia. Una condizione che, sfortunatamente, ci stiamo trovando a vivere nuovamente anche in questa fase dell’anno. Sangue, plasma, plasma iperimmune. Termini che si sono susseguiti nel corso delle settimane e che hanno fatto scattare nella testa di Ilaria Voci l’intenzione di dedicare a questo tema la sua tesi: Dal dono del sangue al farmaco etico: produzione e utilizzo dei farmaci emoderivati in Italia, questo il titolo con cui la giovane di Sellia Marina, in provincia di Catanzaro, ha conseguito la laurea nella facoltà di Farmacia dell’università Magna Graecia del capoluogo calabrese. Un titolo giunto al termine di un lavoro in cui come relatore ha avuto il prof. Santo Gratteri, fratello del procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, da anni impegnato nella lotta contro le cosche della ‘ndrangheta.

Ilaria voci avis provinciale catanzaroIlaria Voci

Ilaria come hai conosciuto AVIS e da cosa è nato il desiderio di scrivere una tesi di laurea sul dono del sangue?

«Conosco AVIS perché nel paese dove vivo, Sellia Marina, c’è da anni una sede dell’associazione e, grazie al mio professore, Santo Gratteri, e al professor Michelangelo Iannone, ho ricevuto informazioni preziose sulla sede provinciale di Catanzaro. La scelta di questo tema è nata dall’attenzione che il Covid-19 ha generato sul sangue e sul plasma e sulla possibilità di produrre farmaci salvavita grazie alla scelta etica e volontaria dei donatori. Un qualcosa su cui tutti dovremmo riflettere attentamente, non solo in situazioni di emergenza, ma anche nell’ottica di trattamenti e terapie per malattie croniche come l’emofilia».

Nella tua tesi parli infatti di Farmaco etico.

«Una definizione che nasce con l’apposizione di un’etichetta definita etica sulle confezioni dei farmaci plasmaderivati. Rappresenta un cuore e una goccia di sangue e plasma sovrapposti, racchiusi in un cerchio, per indicare quei medicinali prodotti con il frutto delle donazioni volontarie e gratuite. Una garanzia per i pazienti e per l’intero sistema trasfusionale».

Che idea ti sei fatta di AVIS e del ruolo che svolge all’interno del nostro Sistema sanitario nazionale?

«Credo sia una realtà strategica per via della collaborazione che mantiene con gli attori coinvolti nell’intero sistema trasfusionale italiano, che si tratti di aziende ospedaliere o dei relativi servizi trasfusionali. Al di là dei numeri dei donatori che ne fanno parte, AVIS ogni giorno effettua un lavoro incessante di sensibilizzazione e promozione del concetto di solidarietà ed è questo il segreto alla base del suo riconoscimento come realtà più importante nel panorama nazionale. Mi piacerebbe che, con il tempo, venissero promosse ancor più iniziative coinvolgendo il mondo universitario, con convegni o meeting sul tema, soprattutto in quelle facoltà come Farmacia in cui uno studente potrebbe trarre non solo spunti di riflessione, ma anche un prezioso arricchimento della sua conoscenza».

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