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Dal sangue ai capelli, con Avis la donazione è sempre più solidale

Si chiama “Love is in the Hair” ed è l’iniziativa lanciata nei giorni scorsi dalla nostra sede Regionale Emilia Romagna. Un progetto che, in collaborazione con una rete di parrucchieri del territorio, punta a realizzare parrucche per le pazienti oncologiche e dermatologiche

Diventare donatori di sangue si può. Di capelli anche. È quello che, da qualche giorno, è possibile fare grazie a “Love is in the Hair”, l’iniziativa solidale lanciata da Avis Regionale Emilia Romagna.

Il progetto, infatti, che conta sulla collaborazione di una rete di parrucchieri di fiducia sul territorio emiliano-romagnolo e della Tricostarc Onlus, azienda leader del settore, punta a raccogliere capelli per realizzare parrucche da destinare alle pazienti oncologiche e dermatologiche, in particolare giovani e giovanissime. Presentata ufficialmente nelle scorse settimane, “Love is in the Hair” ha visto in Eva Ballarani e Filippo Pozzoli i primi donatori di sangue avisini diventati anche donatori di capelli, con tanto di taglio “dal vivo” nella sede di Avis Regionale durante la cerimonia di presentazione.

Come ha spiegato il presidente, Maurizio Pirazzoli, «è un giorno importante per noi, ma soprattutto per le donne colpite da una patologia oncologica, a cui cerchiamo di portare aiuto nel delicato percorso di cure che devono seguire. Avis è dono di sangue e plasma, ma è soprattutto cultura del dono: degli organi, di midollo e, da qualche settimana, anche di capelli. È il dare una parte del proprio corpo perché chi è in condizione di malattia possa ricavarne un’opportunità terapeutica che passa attraverso il servizio sanitario regionale».

Un concetto ripreso anche dall’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini: «Volevo ringraziare questo meraviglioso triangolo della solidarietà composto da Avis Regionale Emilia Romagna, dai volontari e da Tricostarc, una onlus che mette a disposizione una capacità manifatturiera di altissimo livello. La Regione continua a investire non solo nei livelli essenziali del servizio sanitario, ma anche promuovendo una presa in carico della persona, oltre che della patologia. Da sole, però, le istituzioni non bastano, se non ci fosse una rete di solidarietà associativa e professionale così ampia».

Ma come è vista oggi la parrucca? Come spiega la presidente di Tricostarc Onlus, Giusy Giambertone, «non si tratta più di un vezzo estetico, ma di un vero e proprio ausilio medico a tutti gli effetti. Perdendo i capelli non si muore. Si muore però dentro, perché quando una malattia colpisce l’aspetto estetico di una persona, purtroppo questa non si accetta più. Una parrucca diventa anche un modo per mantenere la privacy, per non dire a tutti che si sta attraversando un momento difficile. La differenza tra dono e regalo sta tutta qui: il regalo è un atto dovuto, il dono è qualcosa che parla di sé. Speriamo di rendere questo progetto sempre più utile per tutti, in modo che chi ha i requisiti possa trovare le sedi idonee dove donare anche in Emilia Romagna».

Un territorio dove, al momento, come sottolinea la vice presidente di Avis Regionale, Laura Bocciarelli, «la raccolta è già iniziata con 40 sedi e 70 parrucchieri aderenti con cui abbiamo un contatto diretto. Ci aspettiamo che questi numeri aumentino. Volevo ricordare l’importanza della lunghezza di 40 centimetri, perché il nostro progetto è rivolto in particolare alle pazienti giovani e giovanissime. Purtroppo i dati ci dicono che le malattie oncologiche colpiscono fasce d’età sempre più basse: avere una parrucca di capelli veri, lunga a sufficienza, per una ragazzina di 14, 15 o 16 anni, può davvero fare la differenza in termini di benessere terapeutico».

A questo link è possibile consultare i requisiti per donare i capelli e la lista delle sedi e dei parrucchieri aderenti all’iniziativa.

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