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Dalla prima donazione al sogno della medicina

Benedetta Bertarini è di Castelfranco Emilia e ha da poco compiuto 18 anni. L’Impegno con l’Avis e le idee chiare per il futuro: «Il dono è alla base della professione sanitaria»

Sono serviti 47 giorni. Tanto è passato dal giorno del suo 18esimo compleanno a quello in cui, per la prima volta, ha varcato la soglia del centro trasfusionale per effettuare la sua prima donazione. Lei si chiama Benedetta Bertarini, è da poco maggiorenne ed è di Castelfranco Emilia, un piccolo centro in provincia di Modena.

Benedetta dona insieme al suo papà

Si è iscritta all’Avis Comunale e lo scorso 26 ottobre, a Modena, ha donato il plasma perché, come racconta, «avendo il livello di ferritina un po’ basso mi hanno consigliato di aspettare per il sangue». E com’è andata? «Molto bene, c’è voluto un po’ di tempo, ma sono contenta. Durante la plasmaferesi ogni tanto ho avuto qualche momento di emozione – confessa – ma poi quando ho terminato sono stata travolta da quel sentimento di soddisfazione di cui tutti mi hanno sempre parlato». In particolare i suoi genitori. Sì perché Benedetta è quella che potremmo definire una “figlia d’arte”, visto che il papà ha 141 donazioni all’attivo (tra l’altro il 26 ottobre hanno donato insieme) e la mamma, che ora è volontaria per l’Avis Comunale di Castelfranco Emilia, è un’ex donatrice.

La giovanissima donatrice durante la plasmaferesi

Una sensibilità e un senso di responsabilità verso gli altri che si riscontrano anche nel percorso di studi che la giovane ha deciso di intraprendere: «Sono all’ultimo anno di liceo scientifico, ma mi sto già preparando per il test di ingresso alla facoltà di Medicina qui a Modena – racconta – Credo che compiere un gesto volontario come quello del dono sia alla base di ciò che vuole fare un medico». E questo spirito di cittadinanza attiva Benedetta sta cercando di infonderlo anche ai suoi amici e compagni di scuola: «Penso che una volta diventati maggiorenni sia fondamentale acquisire la consapevolezza di quanto sia facile e importante contribuire alla salute degli altri. È un’opera di arricchimento personale che aiuta ad acquisire anche una migliore opinione di se stessi. Prossimamente i volontari dell’Avis Provinciale di Modena verranno nella mia scuola per promuovere la cultura del dono e sensibilizzare gli studenti delle classi quinte a intraprendere questo percorso solidale – conclude – Insieme possiamo fare molto, basta poco».

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