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Dengue, cos’è e quali provvedimenti riguardano i donatori

Questa malattia virale viene trasmessa agli esseri umani attraverso le zanzare. Le misure di prevenzione riguardano diversi Paesi del mondo: ecco cosa succede se un donatore soggiorna nelle aree interessate

 

È provocata da quattro virus molto simili e viene trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che, a loro volta, hanno punto una persona infetta. Stiamo parlando della Dengue, una malattia virale che soprattutto in questo periodo dell’anno fa registrare diversi casi di contagio. Anche nel nostro Paese, visto che è dei giorni scorsi la notizia di una donna residente a Motta di Livenza, in provincia di Treviso, rientrata da Cuba e risultata positiva al virus.

Pur non verificandosi mai contagio tra esseri umani, siamo proprio noi i principali ospiti della Dengue, che circola nel sangue della persona infetta per un periodo che oscilla dai 2 ai 7 giorni: in questo lasso di tempo, però, la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri. Come riporta l’Istituto Superiore di Sanità, “nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi di trasmissione da Aedes albopictus. La Dengue è conosciuta da oltre due secoli ed è particolarmente presentedurante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico.

Negli ultimi decenni, la diffusione della Dengue è aumentata in molte regioni tropicali. Nei paesi dell’emisfero Nord, in particolare in Europa, costituisce un pericolo in un’ottica di salute globale, dato che si manifesta soprattutto come malattia di importazione, il cui incremento è dovuto all’aumentata frequenza di spostamenti di merci e di persone”.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’incidenza della Dengue è aumentata di 30 volte negli ultimi 50 anni e si stima che si verifichino annualmente fino a 50-100 milioni di infezioni in oltre 100 Paesi endemici, mettendo a rischio quasi la metà della popolazione mondiale.

A seguito della segnalazione dell’ECDC (il Centro europeo per le malattie e il controllo) di casi autoctoni di infezione da virus Dengue (DENV) nei Dipartimenti di Guadalupa e della Guyana francese, e nelle Collettività della Martinica, di Saint-Martin e di Saint Barthèlemy (Francia), il Centro nazionale sangue, con una specifica circolare, ha diramato una serie di provvedimenti a tutela dei donatori e della qualità degli emocomponenti donati. In particolare, si raccomanda di:

  • rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati attivando la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per viaggi nelle aree interessate;
  • applicare il criterio di sospensione temporanea di 28 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nelle aree interessate;
  • applicare il criterio di sospensione temporanea di 120 giorni dalla risoluzione dei sintomi per i donatori con anamnesi positiva per infezione da DENV (infezione documentata oppure comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da DENV);
  • sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da DENV oppure in caso di diagnosi d’infezione da DENV nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information).

 

Normalmente la Dengue provoca febbre a 5-6 giorni dalla puntura, con temperature che possono rivelarsi anche molto elevate. L’alterazione è seguita da mal di testa forti, dolori attorno e dietro agli occhi e problemi muscolari, senza dimenticare nausea, vomito e irritazioni alla cute. I sintomi, molto spesso, non sono presenti sui bambini.

Generalmente la diagnosi avviene in base alla sintomatologia o, in maniera più approfondita, a seguito della ricerca del virus o di anticorpi specifici grazie agli esami del sangue.

A livello preventivo, è importante evitare di entrare a contatto con le zanzare, quindi possono risultare utili i repellenti, un vestiario protettivo e l’utilizzo di zanzariere o tende se si è in casa. In più, occorre prestare attenzione ed eliminare i ristagni d’acqua in prossimità delle abitazioni (anche nei vasi e sottovasi di balconi e giardini), nonché effettuare vere e proprie campagne di disinfestazione.

Pur non essendo noto un trattamento specifico per la Dengue, nella maggior parte dei casi le persone contagiate riescono a guarire nell’arco di un paio di settimane. Come supporto terapeutico, consiglia l’Istituto Superiore di Sanità, adottare “farmaci per abbassare la febbre e somministrare liquidi al malato per combattere la disidratazione”.

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