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Di padre in figlio, la bella storia che arriva da Carloforte

Gaetano Petrollese è il vice presidente di Avis Comunale, quella sede che il 9 novembre 1996 venne fondata proprio da suo papà, Giuseppe: «Una responsabilità per me ancora più importante, un modo per onorare al meglio la sua memoria»

 

Esistono valori che forse, più di altri, riescono a essere tramandati da genitori a figli. Tra questi ci sono sicuramente la solidarietà, l’amore per il prossimo, lo spirito di cittadinanza attiva. Intendiamoci, niente va mai dato per scontato nella vita, tuttavia storie come quella che stiamo raccontando rappresentano uno dei segnali più importanti per una società generosa e attenta ai bisogni del prossimo.

Gaetano Petrollese durante una donazione

Gaetano Petrollese ha 44 anni e vive a Carloforte, un piccolo comune nella provincia del Sud Sardegna. Si trova sulla splendida Isola di San Pietro, una delle località più note del territorio. Dal febbraio 2021 è il vice presidente dell’Avis Comunale, un dettaglio che potrebbe risultare di poco rilievo, ma non in questo caso. Avis Comunale Carloforte è stata fondata il 9 novembre 1996 da una persona particolare: Giuseppe Petrollese, suo padre. «Per me si tratta di una responsabilità diversa da quella che potrei avere in circostanze diverse – spiega – soprattutto perché mio padre da novembre 2019 non c’è più. Sono cose che segnano profondamente e questo ruolo è un modo per celebrare al meglio quello che ha fatto per questo territorio e per onorarne la memoria».

È comprensibilmente emozionato mentre parliamo, ma non potrebbe essere altrimenti. Tutto nasce da un gruppo di colleghi di lavoro, tra cui papà Giuseppe, che «avvertirono la necessità di realizzare un punto di riferimento per i donatori anche nel nostro comune – ricorda – Loro erano già soci volontari dell’Avis Comunale di Carbonia, dove c’era il centro trasfusionale. Ancora oggi è così, ma ogni ultimo venerdì del mese effettuiamo la raccolta anche qui a Carloforte grazie all’autoemoteca».

Nella foto: il padre di Gaetano, Giuseppe Petrollese, in piedi a sinistra, durante il discorso in occasione della fondazione dell’Avis di Carloforte

Un esempio, quello che aveva dentro casa, che Gaetano inizia a seguire da subito. Addirittura, con il desiderio di cominciare prima del compimento della maggiore età, cosa ovviamente non possibile: «Sono donatore dal 1997 e proprio nei giorni scorsi ho effettuato la mia 132esima donazione, visto che cerco sempre di alternare sangue intero e plasma. Purtroppo il mio lavoro di macchinista navale mi costringe a stare in giro per i mari per diversi mesi l’anno, quindi non posso donare tutte le volte che vorrei».

Un impegno costante per la comunità locale e per l’associazione che lo porta a entrare nel direttivo della sua sede locale nel 2003 come consigliere e che, ancora oggi, lo vede contribuire al consolidamento di collaborazioni con altre sigle del volontariato presenti sul territorio: «Con AIL, AIDO e ADMO siamo impegnati nel promuovere la cultura di qualsiasi tipo di donazione, in particolare tra i giovani e nelle scuole. Coinvolgere le nuove generazioni è fondamentale, per questo abbiamo avviato una serie di iniziative come, ad esempio, la borsa di studio per ragazze e ragazze degli istituti secondari messa in palio con Avis Regionale Sardegna, oppure la festa del donatore che organizziamo il 24 novembre, con il pranzo sociale e la consegna delle benemerenze ai nostri donatori più “longevi”. Siamo un direttivo piuttosto giovane – conclude – e mi auguro che tutte queste attività che portiamo avanti possano rappresentare un incentivo decisivo per tutti coloro che ancora non hanno iniziato a donare».

Un po’ come papà Giuseppe ha fatto con lui.

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