Diciotto anni sono un traguardo che segna un passaggio importante. Per Cesare e Olimpia Sonaglia, gemelli di Corciano, in provincia di Perugia, sono stati anche l’occasione per compiere insieme un primo passo da adulti: diventare donatori.
Pochi giorni dopo aver festeggiato la maggiore età, si sono recati in ospedale per la loro prima donazione e, nello stesso momento, si sono iscritti ad AVIS Comunale Corciano. Un gesto che per loro ha anche il sapore di una tradizione di famiglia: «È stato grazie ai nostri genitori – raccontano – che sono entrambi donatori e anche loro avevano iniziato quando hanno compiuto 18 anni. Ci hanno voluto far provare la stessa emozione».
Un esempio che negli anni è diventato familiare, visto che anche diversi altri parenti sono donatori. Ma per Cesare e Olimpia non si è trattato semplicemente di seguire una consuetudine: arrivato il momento di poter decidere e donare, hanno deciso di farlo. Insieme. L’esperienza è stata diversa per ciascuno: Olimpia, che ha paura degli aghi, ammette di essere arrivata alla donazione con un po’ di timore, mentre Cesare si aspettava che fosse il momento della donazione a essere più doloroso: «Pensavo desse più fastidio la donazione rispetto al prelievo, invece è stato il contrario».
La loro giovane età ha attirato l’attenzione anche a Corciano. Avevano compiuto 18 anni da pochi giorni e il personale sanitario è rimasto sorpreso nel vederli arrivare per la prima donazione. La loro esperienza è stata poi condivisa anche dal sindaco Lorenzo Pierotti (nella foto in apertura tra Olimpia e Cesare), che li ha voluti incontrare e raccontare sui social la loro scelta, con l’obiettivo di incoraggiare altri giovani a fare altrettanto. Per Cesare e Olimpia, del resto, parlare di donazione con i coetanei non è una novità. Entrambi stanno per iniziare l’ultimo anno all’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Alessandro Volta” di Perugia: Olimpia studia Grafica e comunicazione, Cesare Informatica. Proprio nella loro scuola, da tempo è attivo un progetto AVIS: «Una volta ogni tre mesi ci si iscrive e venti studenti vanno a donare tutti insieme», spiega Cesare.
Un’esperienza che contribuisce a rendere la donazione qualcosa di concreto e vicino alla quotidianità dei ragazzi. E anche fuori dalla scuola Olimpia ha iniziato a parlarne con le sue amiche: «Ho spiegato loro l’importanza della donazione e alcune sono anche riuscita a convincerle. Quando compiranno 18 anni inizieranno». È così che un gesto personale può diventare un messaggio capace di raggiungere altri giovani: attraverso una conversazione, un’esperienza raccontata, l’esempio di chi ha già fatto il primo passo.
Per i due gemelli, inoltre, condividere questo momento aveva un significato particolare: «È stato importante farlo insieme, anche perché stiamo sempre insieme – spiegano – Andare da soli avrebbe avuto poco senso». E anche durante la donazione hanno continuato a fare quello che probabilmente fanno da sempre: parlare. «È stato bello».
Ora davanti a loro c’è l’ultimo anno di scuola e poi il futuro. Olimpia vorrebbe proseguire gli studi in Scienze infermieristiche, mentre Cesare pensa di rimanere nell’ambito informatico, anche se, confessa, «gli indirizzi sono diversi, quindi devo ancora capire quale mi incuriosisce di più».
Nel frattempo, hanno già aggiunto un nuovo appuntamento al loro percorso: quello con la donazione. E l’invito che mandano è semplice, senza bisogno di grandi parole: «Lo consigliamo a tutti. Donate, perché è importante».





