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DL Aiuti, fondi per supportare le associazioni nell’attività trasfusionale

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di conversione del decreto che prevede un contributo per l’acquisto dei materiali a sostegno della raccolta gratuita e volontaria di sangue ed emocomponenti

Ammonta a 2 milioni di euro il finanziamento previsto per l’anno in corso dalla legge di conversione del cosiddetto DL Aiuti come sostegno alle associazioni di volontariato impegnate nell’attività trasfusionale. Il provvedimento, che tra le altre include misure per contrastare il caro-bollette e supportare la liquidità delle imprese danneggiate dal conflitto in Ucraina, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Nella versione definitiva del testo è presente un emendamento, approvato nelle scorse settimane dalla Camera, che stanzia degli importanti contributi economici a favore della raccolta gratuita e volontaria di sangue ed emocomponenti effettuata dalle associazioni come AVIS, con lo scopo di agevolare il raggiungimento dell’autosufficienza.

Presentato dall’On. Marco Osnato e sottoscritto da molti gruppi parlamentari, tale emendamento era stato proposto dal presidente di Avis Regionale Lombardia, Oscar Bianchi, che ha commentato: «questo gesto fa ben sperare per l’impegno assunto verso una riforma più strutturale che inciderebbe moltissimo sulle economie delle sedi associative, che hanno mostrato concretamente di saper rispondere al principio di sussidiarietà al sistema sanitario nazionale, in particolar modo durante il periodo della pandemia, ma anche con l’attività quotidiana e costante, a garanzia dell’intero sistema trasfusionale».

«Con questo provvedimento – aggiunge il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola – si esplicita ulteriormente la centralità del volontariato del sangue nel settore trasfusionale e, in modo più ampio, nel sistema sanitario nazionale. Il nostro ringraziamento va a Oscar Bianchi e a tutti i parlamentari che, attraverso questo emendamento, hanno voluto garantire un sostegno concreto, diretto e immediato alle attività che le associazioni di donatori conducono quotidianamente, con l’obiettivo di garantire sempre e ovunque un equo accesso a terapie trasfusionali ed emoderivate sicure e di qualità».

La ratio che ha portato alla riflessione di Avis Regionale Lombardia, accolta da Osnato, parte dal concetto che l’attività associativa relativa alla raccolta è un’attività sanitaria equiparabile alle medesime prestazioni di un’azienda sanitaria, che, al contrario dell’associazione, è in regime di esenzione Iva.

A tale proposito, un passo importante è rappresentato dall’impegno preso dal Governo a lavorare sulla successiva legge di bilancio, che possa considerare la più ampia e strutturata tematica dell’onere dell’Iva sugli acquisti delle associazioni come AVIS, direttamente finalizzati alle proprie attività istituzionali.

Ora bisognerà solo attendere il regolamento e le modalità per ricevere e gestire la somma prevista dalla legge.

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