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“Dona vita, dona sangue”: si chiude a Viterbo la campagna promossa dal Ministero della Salute

Nell'Aula Magna dell’Università degli Studi della Tuscia, alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci, presentati i dati dell'iniziativa lanciata un anno fa e che ha coinvolto circa 300mila iscritti agli atenei del Lazio

L’importanza della comunicazione e della presenza sul territorio come mezzo privilegiato per trasmettere la cultura del dono ai più giovani. È questo il messaggio lanciato ieri, 14 marzo, dall’Aula Magna dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, nel corso dell’evento conclusivo della Campagna nazionale “Dona vita, dona sangue” promossa dal Ministero della Salute e lanciata lo scorso 14 giugno in occasione della Giornata mondiale del donatore.

Una campagna a cui si sono affiancate, nel corso dell’anno, numerose attività rivolte, in particolare, alle studentesse e agli studenti delle Università del Lazio: i circa 300mila ragazzi iscritti sono stati coinvolti, infatti, non solo nelle giornate di raccolta presso gli atenei, ma anche nella realizzazione di contenuti digitali volti a promuovere la cultura del dono. «Rafforzare tale cultura tra i giovani – ha detto il ministro della salute Orazio Schillaci, intervenuto nel corso dell’evento – è una priorità su cui abbiamo puntato da subito, perché l’impegno sociale e solidale è importante nella vita di ogni persona. Mi emoziona quando i giovani, da destinatari di messaggio, diventano portatori di buone pratiche. È un atto di generosità che ogni giorno permette a 1700 pazienti di ricevere trasfusioni». Dall’avvio della campagna, ha sottolineato il ministro, i dati sono stati incoraggianti: «Nel 2023 non abbiamo avuto carenze di sangue nei mesi estivi. La novità che ritengo più importante, poi, riguarda la raccolta di plasma aumentata del 4%».

Un trend positivo confermato anche dal direttore generale del Centro nazionale sangue, Vincenzo De Angelis, che ha illustrato i dati provvisori della raccolta nel 2023: «Siamo riusciti a invertire la rotta, forse anche grazie a questa campagna. Abbiamo toccato con mano quanto sia proficua la comunicazione sanitaria quando è rivolta in ambiti legati alla formazione», ha detto.

Laboratorio privilegiato per verificare l’efficacia di azioni mirate ai giovani è stata proprio l’area della Tuscia, che ha visto, durante lo scorso anno, un grande incremento delle donazioni, come spiegato da Luigi Ottavio Mechelli, Presidente Associazione provinciale AVIS Viterbo: «In un territorio vasto, che abbraccia oltre 60 comuni, ci siamo impegnati affinché tutti gli abitanti potessero donare in serenità, senza allontanarsi dal proprio paese. Ci siamo riusciti garantendo una presenza ramificata su tutto il territorio. Questa capillarizzazione, unita a una programmazione puntuale, ha permesso un incremento importante, sia nella raccolta di sangue sia in quella di plasma».

Tra gli altri interventi, i saluti del Rettore dell’Università della Tuscia, Stefano Ubertini, dalla Rettrice di Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, e di Sergio Iavicoli, membro della Direzione generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali del Ministero della Salute.

Al termine, JurJi Filieri, docente Unitus e Coordinatore del Centro di Ateneo per la Multimedialità (CAM) ha presentato le studentesse e gli studenti autori dei progetti vincitori della challenge della campagna “Dona vita, dona sangue”. Sono stati realizzati prodotti digitali, destinati alla radio, al web e alla stampa tradizionale. Sono poi state ascoltate le testimonianze di un donatore di sangue e di una paziente.

Per l’intera durata dell’evento, è stato possibile donare il sangue grazie alla presenza dell’autoemoteca dell’AVIS.

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