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Donatori “RE-Evolution”, la Telemedicina a servizio della rete trasfusionale

Presentato in Senato il progetto promosso da Avis Regionale Lombardia. L’obiettivo è quello di sopperire alla carenza di personale sanitario. Il presidente Oscar Bianchi: «Ci piacerebbe essere gli apripista di un programma da estendere a livello nazionale»

Ad essere affascinante di per sé c’è già il nome. Poi, quando si entra nello specifico, le cose diventano ancora più interessanti. Si chiama Donatori “RE-Evolution” ed è il progetto sviluppato da Avis Regionale Lombardia che è stato presentato oggi, martedì 17 maggio, nella Sala Stampa del Senato a Roma.

Realizzato grazie al supporto medico-scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità, e con il contributo progettuale di Motore Sanità, questo nuovo strumento si candida come alleato del nostro Paese per centrare il traguardo dell’autosufficienza nazionale di sangue e farmaci plasmaderivati. Alla base di Donatori “RE-Evolution” c’è la Telemedicina che, a seguito di un iter lungo e travagliato, ora vede tra le sue attività riconosciute anche la medicina trasfusionale.

Avis Regionale Lombardia potrà così realizzare questo progetto, candidandolo anche ai bandi PNRR.

«In realtà un doveroso ringraziamento va alle istituzioni che fin dall’inizio ci hanno seguito e hanno collaborato attivamente lungo l’intero percorso che ci ha portato qui oggi – ha spiegato il presidente di Avis Regionale Lombardia, Oscar Bianchi – Tutto era iniziato circa un anno fa, quando tra maggio e giugno 2021 era ormai palese il calo del personale sanitario nelle unità di raccolta tra licenziamenti e trasferimenti. Un ulteriore aggravamento della situazione dopo l’emergenza generata dalla pandemia da cui hanno iniziato a svilupparsi una serie di idee sui possibili progetti che potessero agevolare l’attività trasfusionale. La risposta l’abbiamo trovata nella Telemedicina».

Donatori “RE-Evolution”, che prevede una prima fase pilota in Lombardia per poi coinvolgere tutto il Paese fino a diventare modello per i sistemi sanitari esteri, ha l’obiettivo di sviluppare una gestione più fluida e snella dei processi di accettazione, application, verifica e follow-up del donatore, oltre che un conseguente incremento degli slot disponibili e delle donazioni di sangue e di emocomponenti. È rivolto sia ai donatori – early adopter delle innovazioni tecnologiche – che ai medici Avis: l’integrazione della Telemedicina, oltre a sopperire alla carenza di medici, vuole facilitare i processi di formazione del personale riguardo l’utilizzo di devices specifici per l’erogazione delle prestazioni sanitarie. Una vera e propria rete digitale di cui è il donatore stesso a trarne beneficio grazie alla televisita, per un controllo periodico del suo stato di salute, il teleconsulto, per sé stesso o per eventuali parenti di cui è caregiver, o la teleassistenza e il telemonitoraggio. Insomma, un modo per includere quelle prestazioni che prima venivano effettuate in presenza e che invece potrebbero essere facilmente erogate anche da remoto e integrate al Fascicolo Sanitario Elettronico di ciascuno.

«La non mercificazione del sangue è un segno tangibile della civiltà del nostro Paese – conclude Bianchi – La ricchezza di Avis pone le proprie basi sulla rete di donatori volontari che formano la grande famiglia che è la nostra Associazione, rappresentando il principale mezzo di sostentamento delle attività, nonché motore di autonomia e indipendenza. Le nostre attività sono un elemento di supporto importante per il SSN, è per questo che è di fondamentale importanza facilitarne la fruizione, l’erogazione, l’istituzione e la definizione. La Telemedicina rappresenta una perfetta integrazione con quelle che sono le esigenze a noi contemporanee, ammodernando una pratica necessaria e fondamentale, figlia di un tempo pre-pandemico che ora ha bisogno di essere aggiornata».

A Palazzo Madama, oltre alla Senatrice Alessandra Gallone, all’onorevole Elena Carnevali (in collegamento video), al professor Francesco Gabbrielli Direttore Centro Nazionale Telemedicina ISS, a Giulia Gioda Presidente Motore Sanità e, in collegamento, Letizia Moratti, Vicepresidente di Regione Lombardia, è intervenuto, da remoto, anche il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola: «L’integrazione della Telemedicina nelle normali attività trasfusionali – ha detto – pur nell’ottica della massima tutela del donatore, rappresenta un passo in avanti fondamentale non solo in termini di trasparenza, sicurezza e facilità di organizzazione, ma anche una soluzione preziosa a uno dei problemi che, nell’ultimo periodo, stanno affliggendo sempre più questo settore: la carenza di personale sanitario. Dare la possibilità a un medico di valutare, da remoto, limitatamente alla procedura d’idoneità alla donazione, più donatori, significa snellire una serie di procedure che, altrimenti, risulterebbero molto più macchinose. In più, questo progetto porta con sé una natura nuova e digitale che può fornire un’immagine di AVIS ancora più moderna e proiettata verso i giovani che, a loro volta, vedrebbero un’associazione al passo con i tempi, con le esigenze e con gli strumenti comunicativi delle nuove generazioni».

«Il progetto di Avis Regionale Lombardia dimostra che rivoluzionare i sistemi in maniera virtuosa è possibile. Stiamo affrontando ancora oggi un lungo periodo difficile che ha messo a dura prova il sistema sanitario, facendo affiorare criticità importanti come la carenza dei medici e degli operatori sanitari – dichiara la Senatrice Alessandra Gallone – Nello stesso tempo, però, la grande emergenza ha permesso di migliorare servizi, attraverso le innovazioni tecnologiche che avvicinano medici e pazienti anche se fisicamente lontani. La telemedicina, grazie alle televisite e i teleconsulti, sopperisce alla carenza di medici su tutto il territorio nazionale. Assicurare ai donatori di sangue un’assistenza e un monitoraggio continui garantisce sicurezza sanitaria e permette di ampliare la platea di chi decide di fare un gesto di straordinaria generosità come quello di donare il sangue.  Auspico che questo bellissimo progetto superi i confini della Regione Lombardia e abbia una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale. Questo nuovo disegno di gestione del donatore è un elemento rivoluzionario nelle pratiche di gestione del donatore e ringrazio profondamente tutti coloro che hanno contribuito all’ideazione: Oscar Bianchi e, in generale tutto lo staff di Avis Regionale Lombardia, Giulia Gioda e Motore Sanità, Francesco Gabbrielli e il Centro Nazionale Telemedicina ISS, Gianpietro Briola e Avis Nazionale, l’Onorevole Elena Carnevali e, non da ultimo, Letizia Moratti e Regione Lombardia».

«L’approvazione dell’emendamento che ho presentato alla Camera al decreto “Riaperture” era fondamentale per poter dare vita alle innovazioni che deriveranno dal lungimirante progetto di Avis Lombardia – dichiara l’On. Elena Carnevali – Senza quell’emendamento oggi non avremmo la Medicina Trasfusionale tra le prestazioni che la Telemedicina può offrire. Il campo di azione riguarderà sia l’accertamento dell’idoneità alla donazione, produzione, distribuzione e assegnazione del sangue e degli emocomponenti, sia la diagnosi e la cura dei donatori. Questo comporterà enormi vantaggi per il sistema di donazione e raccolta di sangue e plasma, una maggior efficienza dell’organizzazione delle attività e, soprattutto, una più elevata efficacia delle cure e del monitoraggio dei donatori.  Per tali ragioni, sostenere il progetto ideato da Avis Lombardia, Donatori “Re-Evolution”, è davvero importante. Ringrazio il Ministero della Salute per aver sostenuto l’emendamento, operando per la sua definitiva approvazione, e colto le potenzialità che la Telemedicina può offrire al “sistema sangue ed emoderivati”. Il sistema trasfusionale italiano ha retto all’epidemia da Covid-19 ma da tempo in Italia abbiamo segnali di flessione, come ha evidenziato il Centro Nazionale Sangue. Il progetto di Avis e l’innesto della Telemedicina nella Medicina Trasfusionale possono contribuire senza dubbio all’obiettivo strategico di autosufficienza del nostro Paese. Questa collaborazione proficua tra Istituzioni e Avis Lombardia è stata un ottimo esempio di connubio positivo e concreto».

Francesco Gabbrielli Direttore Centro Nazionale Telemedicina ISS sottolinea: «La Telemedicina ha moltissime applicazioni nella pratica assistenziale quotidiana, risolve problemi prima impossibili, apre nuove opportunità. Spetta a noi professionisti della sanità realizzarle. Nel caso della donazione di sangue, la Telemedicina può agevolare molte delle attività rendendole più veloci, più efficienti, più sicure. Bisogna sapere però che la progettazione di sistemi di Telemedicina non si improvvisa e ci vogliono le necessarie competenze. AVIS Lombardia ci ha chiesto di dare un contributo tecnico-scientifico, per quanto ci compete, al progetto Donatori RE-Evolution e noi ci siamo resi disponibili con entusiasmo. Ci aspetta una grande sfida in cui ci sarà bisogno della collaborazione di tutti».

Giulia Gioda, Presidente Motore Sanità afferma «La sinergia tra AVIS e Motore Sanità è foriera di innovazione per la presa in carico dei donatori di sangue, grazie alla tele visita e a sistemi di monitoraggio da remoto per i donatori stessi. Un ringraziamento sincero alle Istituzioni per la sensibilità dimostrata nei confronti delle giuste richieste di AVIS».

«La proposta AVIS Regionale Lombardia presenta più elementi di interesse – commenta Letizia Moratti, Vicepresidente di Regione Lombardia – L’applicazione della telemedicina anche nella Medicina Trasfusionale è un’opzione da valutare e perseguire. La progettualità espressa da AVIS ben si inserisce nell’ambito delle innovazioni tecnologiche che Regione Lombardia vuole implementare in campo sanitario, compresa la Medicina Trasfusionale in tutti i suoi ambiti di attività, inclusa la donazione. Ringrazio AVIS e AVIS Lombardia per il contributo prezioso e per la costante vicinanza alle Istituzioni, con atteggiamento sempre propositivo e costruttivo».

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