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Donazione e cittadinanza attiva, a “Senso civico” si parla di AVIS

La puntata di mercoledì 12 maggio della rubrica del Corriere della Sera “Buone notizie” è stata dedicata alla nostra associazione. Dalla testimonianza del conduttore tv Gabriele Corsi, a quelle del presidente Gianpietro Briola e delle nostre volontarie, il perché compiere questo gesto è sempre più importanteLa puntata di mercoledì 12 maggio della rubrica del Corriere della Sera “Buone notizie” è stata dedicata alla nostra associazione. Dalla testimonianza del conduttore tv Gabriele Corsi, a quelle del presidente Gianpietro Briola e delle nostre volontarie, il perché compiere questo gesto è sempre più importante

Un approfondimento dedicato alla donazione di sangue ed emocomponenti e a chi, come AVIS Nazionale, da oltre novant’anni fa della solidarietà e dell’impegno civico i propri principi cardine. È ciò che ha rappresentato la puntata di mercoledì 12 maggio di “Senso civico” (che è possibile guardare cliccando su questo link), la rubrica in onda sul sito del Corriere della Sera e curata dalla redazione “Buone Notizie”. Rubrica che si è aperta con la video testimonianza di Gabriele Corsipresentatore e conduttore radiofonico e televisivo, che con la spontaneità che da sempre lo contraddistingue, ha raccontato la sua esperienza di donatore.

 

senso civico

 

In maniera tanto semplice quanto toccante, Corsi ha spiegato di aver iniziato a donare il sangue con Avis «per aiutare una mia amica che si era ammalata di leucemia. Purtroppo non ce l’ha fatta, ma per me continuare a compiere questo gesto rappresenta un modo per ricordarla e per dare modo a tanti altri pazienti di potersi curare». La spiegazione di come, con la scelta etica, volontaria e non remunerata, AVIS e tutti i donatori contribuiscano a fornire stabilità al nostro sistema sanitario e speranza a tante persone: «Il sangue non può essere prodotto nemmeno in laboratorio – prosegue Corsi – quindi va donato. Ma non fate come me, non aspettate che un vostro parente o amico possa avere necessità per capire quanto sia importante donareÈ una scelta bella, che fa stare bene sia fisicamente che mentalmente. Che fa sentire invincibili e preziosi proprio perché si fa qualcosa di utile per gli altri».

 

Il bisogno di sangue e plasma è stato poi il tema su cui è intervenuto il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola: «Il primo periodo della pandemia ha creato qualche difficoltà in particolare per il timore dell’accesso in ospedale. Poi la situazione si è tranquillizzata e siamo riusciti a far sì che a nessun malato mancassero gli emocomponenti di cui potesse aver bisogno. Ci adattiamo, nei fatti, a quelle che sono le esigenze cliniche dei pazienti. Fino a qualche tempo fa la priorità era rappresentata dalla richiesta di globuli rossi, oggi invece ci troviamo di fronte a una crescente domanda di farmaci plasmaderivati. Ecco perché – conclude – le nostre campagne di comunicazione si sono concentrate su questo tema. Il “senso civico” è proprio questo, dare un contributo attivo e fattivo alla comunità di cui siamo parte come fosse una famiglia».

 

E la puntata di “Senso civico” è servita anche per spiegare come AVIS sia un insieme di storie e di testimonianze non solo di persone che donano, ma anche di chi grazie al dono può curarsi e vivere. È il caso di Eloisa Abismalata di talassemia, che deve sottoporsi costantemente a trasfusioni di sangue. Oltre a essere la vice presidente dell’associazione ThalassAzioneha contribuito alla nascita della sede Avis del suo comune di residenza: San Gavino Monreale, in Sardegna. «Abbiamo realizzato un progetto in cui crediamo molto – spiega – quello di un libro illustrato che, attraverso disegni e immagini, racconti anche ai più giovani l’importanza della cultura del dono». Edita Pucinskaite è invece un’ex ciclista professionista e volontaria avisina che, da qualche anno, corre con la sua nuova “squadra”, l’Avis Bike Pistoia: «La mia carriera mi ha insegnato il valore del gioco di squadra, dell’importanza di fare qualcosa insieme per gli altri. Sono anche io donatrice e credo nella forza dello sport come veicolo per promuove questi messaggi di solidarietà che devono diventare parte integrante della cultura di tutti noi».

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