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Donazioni e trapianti, in Italia il 2023 è un anno da primato

Dai vasi sanguigni alle cellule staminali emopoietiche, passando per gli organi, il report del Centro nazionale trapianti premia l’attività dell’intera Rete nazionale. Ancora troppe, tuttavia, le opposizioni registrate al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità elettronica

 

In Italia crescono i trapianti e le donazioni, sia per quel che riguarda gli organi che, in particolare, tessuti e cellule staminali. È quanto emerge dal report preliminare relativo al 2023 pubblicato dal Centro nazionale trapianti, un documento che premia l’attività dell’intera Rete nazionale, pur confermando ancora una certa resistenza ad esprimere il consenso in vita alla donazione al momento del rinnovo o del rilascio della carta d’identità elettronica (CIE) nei vari uffici anagrafici comunali.

 

 

Parliamo comunque di un anno senza precedenti, con i migliori risultati praticamente in tutti gli indicatori. L’impatto enorme proprio nell’ambito dei tessuti. Sono stati infatti 14.912 i prelievi (+21%) e 24.949 i trapianti (+16,7%), con forti aumenti sia sulle cornee che sul tessuto muscolo-scheletrico. In risalita anche il dato sulle donazioni dei vasi (274) rispetto al 2022. Ma il 2023 ha segnato il primato anche per le cellule staminali emopoietiche: lo scorso anno in Italia sono state 399 le donazioni di midollo osseo (+21,3%) e ben 1.023 i trapianti (+6,5%). Continua a consolidarsi la tendenza a preferire il prelievo delle cellule da sangue periferico, una modalità assai poco invasiva (molto simile a una donazione di sangue) che ormai riguarda oltre il 90% delle donazioni. Molto bene anche le iscrizioni al registro donatori IBMDR: sono stati 29.396 i 18-25enni nuovi reclutati, che hanno portato l’elenco dei possibili donatori attivi quasi a quota mezzo milione (496.754).

 

 

Per la prima volta le donazioni di organi hanno superato quota duemila, attestandosi a 2.042 (+11,6%), mentre i trapianti hanno ampiamente oltrepassato il muro, finora mai valicato, dei quattromila interventi in un anno: nel 2023 sono stati realizzati 4.462 interventi, 586 in più rispetto al 2022 (+15,1%). Si tratta, in entrambi i casi, non solo delle cifre assolute più alte di sempre, ma anche delle percentuali di crescita annuali più elevate mai ottenute. L’aumento dei prelievi ha portato il tasso nazionale di donazione a quota 28,2 donatori per milione di persone (pmp), molto oltre il massimo storico di 24,6 registrato nel 2022. Con questo risultato l’Italia ha staccato la Francia e si colloca al secondo posto tra i maggiori Paesi europei per numero di donatori, dietro la Spagna. A sostenere la performance sono soprattutto i risultati di tre regioni: l’Emilia Romagna con 51,1 donatori pmp (+4,7), il Veneto con 46,4 (+10,1) e la Toscana con 45,6 donatori pmp. Ottimi anche i tassi di Sardegna, Piemonte e Marche, mentre restano purtroppo indietro le regioni meridionali.

 

 

Per quanto riguarda i trapianti, la crescita degli interventi ha riguardato tutte le specialità: nel 2023 sono stati realizzati 2.245 trapianti di rene (+10,4%), 1.696 di fegato (+14,7%), 186 di polmone (+33,8%), 40 di pancreas (+5,3%), ma soprattutto ben 370 trapianti di cuore rispetto ai 253 dell’anno scorso (+46,2%). Inoltre, si conferma ancora il costante miglioramento degli esiti degli interventi. In termini assoluti è stata la Lombardia la regione a effettuare il maggior numero di trapianti (827), mentre in rapporto alla popolazione il primato spetta al Veneto (140,9 trapianti ogni milione di abitanti) seguito da Piemonte ed Emilia Romagna. Al sud è significativa la crescita registrata dalla Puglia, passata in un anno da 29,7 a 46,9 trapianti per milione di abitanti.

 

 

Come anticipato, gli unici indicatori rimasti sostanzialmente invariati sono quelli relativi ai tassi di opposizione al prelievo. Nelle rianimazioni la percentuale di chi rifiuta la donazione è leggermente salita (30,5%, +0,7%), soprattutto per la sempre maggiore incidenza di chi ha già registrato il proprio no in vita: nel 2023, infatti, in occasione dei rinnovi delle carte d’identità elettroniche (CIE), sono stati raccolti 2,4 milioni di consensi (68,5%), ma anche ben 1,1 milioni di rifiuti (31,5%). Considerando l’attuale presenza nel Sistema informativo trapianti di oltre 18 milioni di dichiarazioni registrate, è prevedibile che a breve la maggior parte delle donazioni segnalate nelle rianimazioni avranno alle spalle un consenso e un’opposizione già raccolti e quindi non più ottenibili dai sanitari. Nel 2024 è attesa un’importante novità, quella dell’attivazione del portale digitale della CIE che permetterà ai cittadini di registrare la propria dichiarazione direttamente da casa e non solo negli uffici anagrafe: un’occasione irrinunciabile per rafforzare il messaggio in favore della donazione a tutti i cittadini italiani.

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