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«Ecco perché ho festeggiato i 18 anni con la prima donazione»

Sara vive a Oria, in provincia di Brindisi, dove frequenta il quarto anno del liceo scientifico. Nei giorni scorsi ha spento le candeline nella maniera più straordinaria possibile all’interno del centro trasfusionale: «Un gesto naturale che dovrebbe fare chiunque»

 

Diventare maggiorenni è un momento nella vita di ciascuno di noi da sempre atteso con trepidazione. Che piaccia o no rappresenta il passaggio in quella fase in cui “si diventa grandi”. Si può prendere la patente, si può andare a votare, si inizia nei fatti a prendere maggiore consapevolezza del proprio ruolo all’interno della collettività di cui si è parte integrante.

Il 18esimo compleanno è l’occasione in cui si iniziano a prendere decisioni importanti in totale autonomia, in cui si diventa in tutto e per tutto responsabili di se stessi. Spegnere 18 candeline significa anche un’altra cosa: poter cominciare a donare sangue e plasma. E oggi raccontiamo la storia di chi questa ricorrenza così speciale l’ha voluta celebrare proprio effettuando la sua prima donazione.

Sara Dell’Aquila

Parliamo di Sara Dell’Aquila. Vive a Oria, in provincia di Brindisi, dove frequenta il quarto anno del liceo scientifico “Vincenzo Lilla”. Ha conosciuto AVIS grazie alla sua scuola: «Qui vengono portati avanti diversi progetti a sfondo sociale e molti di questi riguardano proprio l’associazione e il mondo del dono – racconta – Abbiamo organizzato giornate dedicate proprio a questo in cui i volontari e il personale sanitario hanno spiegato a me e ai miei compagni il percorso che compie il sangue una volta raccolto e come vengono separati e lavorati i suoi componenti». La sensibilità di questa ragazza, però, nasce ancora da prima, dalla sua famiglia: «Mio papà e i miei zii sono donatori e quando ho iniziato ho scoperto che lo era anche mio nonno. È stato un qualcosa che ha reso ancor più preziosa la mia scelta perché è stato come portare avanti una bella tradizione di famiglia».

Al termine di questo percorso formativo sulla donazione, Sara realizzerà insieme ai suoi compagni un prodotto multimediale per contribuire a promuovere, tra i suoi coetanei e non solo, l’importanza di compiere questo gesto. Ma la decisione di iniziare l’ha presa in autonomia: «È stato tutto molto naturale e ho pensato fosse giusto farlo – ricorda – La giornata la ricorderò sempre perché insieme a me c’erano tutti i ragazzi che seguono questo progetto scolastico, i volontari dell’Avis Comunale e il personale sanitario che mi ha sempre messo a mio agio e mi ha seguito passo passo. Non mi sono mai sentita sola».

E come lei sono diversi i neo maggiorenni ad aver iniziato a donare, così come quelli che ancora sono restii per i soliti timori dell’ago o della vista del sangue. Proprio a loro si rivolge Sara: «Un po’ di emozione l’avevo anche io, ma paura no. Non donare per via dell’ago è una cosa che non ha senso: mi farebbe piacere che venissero vinti questi timori e che sempre più ragazze e ragazzi diventassero donatrici e donatori. Perché sangue e plasma servono sempre ed è nostro dovere fare il possibile per garantirli».

Una sensibilità e una predisposizione all’aiuto del prossimo che in Sara si riscontrano non solo nella sua volontà di diventare volontaria anche in Croce Rossa, ma anche nei suoi interessi personali e, forse, professionali: «Sono attratta dalle scienze ambientali – conclude – ancora non ho deciso, ma finito il liceo potrei proseguire lungo questo percorso. È un tema estremamente attuale e che riguarda da vicino tutti noi: mi piacerebbe occuparmene».

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